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23 giugno 2017 5 23 /06 /giugno /2017 14:00

L'Amoremio è via per lavoro, così decido di approfittare della pausa pranzo per andare a fare la spesa al centro commerciale accanto al lavoro.
Vado, faccio la spesa e mi compro il pranzo. Sushi? Vabbè, dai, facciamo sushi. Sarà dietetico? 
Boh, vabbè.

Pago la spesa e mi cerco un tavolino appartato per quanto sia possibile, così da poter mangiare in pace finendo di leggere il libro di Giada Sundas. C'è gente, e allo stesso tavolone si siedono una comitiva di quattro ragazzi (colleghi?) coi vassoi del self-service che mangiano e chiacchierano. 
Io leggo e quasi non mi accorgo che proprio accanto a me si siedono due persone, una donna sulla sessantina ed un uomo più anziano, camicia bianca ampia e capello ignorante impomatato.
Si danno del lei, hanno l'aria di avere un rapporto di dipendenza o collaborazione.
Inizia lui, a voce troppo alta per essere ignorata.
"Signora mia, si pensa che gli USA siano governati da un matto, ma ha fatto breccia con uno slogan facile: americans frrist! vede, ha vinto! Lo hanno scelto loro, non si può dir nulla! E hanno fatto bene! come dargli torto?"
"Ha ragione, ha ragione"
"Che poi non fanno bene? Prima bisogna pensare al proprio paese, mica a quello degli altri. E che è, sempre domenica? Io per carità, non son di nessun partito, sono apolide, voto la persona che ha buone idee. Mica si possono avere le idee dei nostri nonni, erano altri tempi. E questa è una buona idea, non trova? Sennò vede che succede? Poi vien su l'ISIS. Li ha visti? Dica, li ha visti?"
"E come non li ho visti?"
Lancio un'occhiataccia alla signora, mi agito sulla sedia e provo a mettermi le mani sopra le orecchie. Non voglio intervenire, crepasse nella sua ignoranza devastato dall'herpes genitale.
Non me ne frega, voglio solo finire il libro. 
E' pure divertente, fa riflettere e scorre veloce.
Ma no, lui e il suo tono di voce dicono di no.
I ragazzi in fondo al tavolo si danno di gomito e ridono.
io immagino un mare calmo nella mia testa: Silvia, fatti i cazzi tuoi.
"Fanno saltare chiese e stadi e non ci possiamo fare nulla. Ci governano col terrore e non siamo più liberi. Ecco quello che hanno ottenuto i comunisti col Rolex e la Mercedes. Io non sono razzista, ma ecco."
"Si ha paura a far tutto, sì"
Non sono razzista, ma...
Mi viene tanto da ridere, non so se potrò resistere.

Mare calmo, mare calmo.
Inizio a rassettare la mia roba, rassegnata a smettere di leggere, quando lui decide di dare il meglio di sé.
"Che poi certo, non siamo la prima generazione che non ha vissuto la guerra. E la guerra è brutta, io chi scappa lo capisco, ci mancherebbe. MA DOBBIAMO AIUTARLI A CASA LORO."

Sbotto a ridere in maniera irrefrenabile.
Mare calmo un par di catamarani.  
Non ce l'ha fatta, mi arrendo. 
Maracaibo, mare forza nove.
Ora sono cazzi tuoi.

"Lo trova divertente?"
"No, la trovo qualunquista"
"Come?"
"QUALUNQUISTA. Dice talmente tante banalità e castronerie che potrebbe essere eletto nei Cinque Stelle, ci ha mai pensato? Ha mai pensato che la gente scappa perché casa loro non c'è più?"
"Mi faccia parlare..."
"Guardi, ho bloccato mio suocero su FB perché non volevo discutere, si figuri se lo faccio qui con una persona che non so chi sia"
"Guardi che io dirigo una grossa cooperativa, la conosco bene la gente"
"Ah, ho capito tutto."
"E comunque c'è libertà di parola!"
"Non grazie a persone come lei. Arrivederci."
Giro sui tacchi e me ne vado.
Poi ci ripenso: "Dimenticavo: lei al massimo è apolitico, non apolide. Usi parole che conosce, si faccia un regalo."
Rimane muto mentre me ne vado, e io penso che un giro piglierò due schiaffi da qualcuno meno attonito.

Lo so, litigare con questi personaggi non serve a nulla e io, credetemi, ho cercato di resistere. Volevo solo leggere in pace, rilassarmi e non pensare, ché di cose che mi frullano in testa ne ho fin troppe.

Ma lui e il suo vocione hanno detto no. 

E allora 'sticazzi.


 

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19 febbraio 2017 7 19 /02 /febbraio /2017 16:06

In questi giorni il PD è nella bufera. E come al solito, non per particolari scandali etico-moralisti o per questione di soldi, ma perché, da veri maschi, tutti sono certi di avere il pisello più lungo e gli attributi più idonei al caso.
Non sono (quasi ) mai entrata nella politica attiva e soprattutto mai mi sono tesserata a nessun partito, nessuno mi ha mi davvero rappresentato in tutto e per tutto.
Eppure, dall'inizio della mia memoria politica, mi sono sempre definita di sinistra.

Alla luce di tutti questi onanismi, ha ancora senso definirmi tale? Ma soprattutto, cosa vuol dire essere di sinistra oggi per me?
Facciamo una breve lista esemplificativa:
1) essere di sinistra per me vuol dire credere che tutti, senza distinzione di colore, nazionalità, religione, affettività o sessualità abbiano gli stessi diritti e gli stessi doveri. Che tutti, se lo vogliono, possono sposarsi. Oppure anche no. Che tutti possono amarsi, riprodursi e commettere gli stessi errori da genitori. Che tutti possono vivere come meglio credono, basta non vadano ad inficiare la libertà degli altri.
2) essere di sinistra per me vuol dire credere nell'inclusione, a scuola e nella vita di tutti i giorni; in un futuro più bello dove diverso non voglia dire sbagliato, ma solo di un altro colore, dove essere giudicati per le proprie scelte personali sia solo un ricordo.
3) essere di sinistra per me vuol dire augurarmi che mia figlia possa crescere in Europa come cittadina di una entità più grande, restando fiera di essere italiana.
4) essere di sinistra secondo me oggi vuol dire credere in uno stato laico, che tutela tutte le religioni e non piazza crocifissi per alimentare l'abitudine popolare.
5) essere di sinistra per me vuol dire applicare nella mia quotidianità tutta l'empatia di cui sono capace per aiutare la gente e fare il meglio possibile per l'azienda per cui lavoro. Spingendo la gente a richiedere contributi che non conosce, facendo divulgazione e pigliandomi anche qualche vaffanculo.
6) essere di sinistra per me vuol dire considerare urgente la riforma dello ius soli, che giace dimenticata in parlamento, perché bambini come Nour, Emma e Aaron possano crescere insieme con gli stessi diritti e le stesse prospettive future.

No, il PD non mi rappresenta, ma nemmeno SI capace negli anni di star solo lì a guardarsi i piedi ed a sforzarsi di cambiar nome per trovarne uno incisivo. No, non ci siete ancora riusciti.
Ma anche se nessun partito mi rappresenta, non posso far a meno di essere me stessa e quindi di essere di sinistra.

Però datevi una regolata, cazzo, eh.




 

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28 ottobre 2016 5 28 /10 /ottobre /2016 14:00

Lago Trasimeno, 26 ottobre 2016.
Interno sera. 
Ore 23:00.

- Guarda, queste sono le cose da fare in caso di terremoto. Non fare le scale, mettersi sotto i tavoli e lontani dai mobili.
- Ah ah.
- Mettersi sotto un arco portante, un architrave ad esempio.
- Uh uh.
- E bisognerebbe predisporre una cassetta di pronto soccorso, che ne dici.
- Guarda che quella ipocondriaca in famiglia sono io, non tu.
- Potremmo metterla fuori, così in caso di...
- Amoremio, in caso di cosa? Non facciamoci prendere la mano, via, ché noi il terremoto non l'abbiamo manco sentito.
- Che vuol dire? I tuoi lo hanno sentito, eccome.
- Sì, vabbè, una scrollatina.
- Con te non ci si può parlare di quest'argomento. Tu sei quella che nel 1997 dopo il terremoto ti sei rimessa a dormire mentre tutti stavano fuori.
- E certo, c'avevo l'esame di diritto amministrativo con il Prof. Cavallo il giorno dopo! Come minimo dovevo essere riposata!
- Vedi che non ci si parla?
- Amoremio, quello razionale in genere sei tu. Ripigliati.
- Mostro.
- Dormi.
- Parli tu che hai terrore dei ragni!
- Che vuol dire? Quella è una fobia seria!

Io non sono cinica, almeno non sempre.
Sarcastica, forse.
Ad ogni modo il terremoto mi fa paura sì, ma non più dell'idea del meteorite che prima o poi colpirà la terra inclinandone l'asse e causando l'apocalisse.
Per dire.
Con questo non voglio dire che non sia molto dispiaciuta per le popolazioni colpite, anzi, ma gli allarmismi non aiutano nessuno.
Se il terremoto fa ballare un po' il vostro lampadario non è che dovete dormire in macchina tirando giù dal letto la vostra ignara prole o fare la borsa con l'indispensabile in caso di fuga.
Applichereste meglio il vostro tempo prenotando la visita di un tecnico specializzato che vi possa assicurare l'idoneità della vostra casa, se siete in ansia.

Ora scusatemi.

Vado a comprare l'insetticida.

 

 

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20 novembre 2015 5 20 /11 /novembre /2015 18:30

Quando sabato mattina mi son svegliata con Emma addosso che rideva e l'Amoremio che sulla soglia mi diceva serio "Ci sono stati degli attentati a Parigi" non avevo ben capito cos'era accaduto davvero. In fondo ero andata a dormire presto, sfatta dalla combinazione micidiale raffreddore + ciclo, e non sapevo proprio nulla. L'ultimo mio ricordo televisivo della serata riguardava un orso, una tigre ed una partita a scacchi vinta dalla piccoletta bionda.

Sembra impossibile che sia passata meno di una settimana, eppure è così. La rilevanza della tragedia e la sovraesposizione mediatica hanno dilatato il tempo peggio del martelletto di Pakkun, lasciandoci attoniti.

Prima feroci ed incomprensibili all'animo umano attentati che scuotono la nostra civiltà.

Poi il delirio.
Chiunque in televisione a gridare l'odio verso chiunque (e non solo verso i diretti interessati). Ragazzine aggredite perché indossano lo chador, finto cattolici che predicano l'interventismo e contestano Papa Francesco,e i musulmani che sono tutti terroristi bastardi, e la Fallaci che l'aveva detto (cazzo, meglio di Nostradamus... ah Oriana, ma quattro numeri al lotto non me li dai in sogno che t'ho amato tanto?), tutti i topi mediatici che escono dai buchi festeggiando l'avvenimento manco fosse Natale. 
E poi, buontemponi che procurano allarmi ingiustificati su e giù per lo stivale, pacchi bomba che invece son borse della palestra dimenticate in metro, prese di posizione assurde, la paura che viaggia nell'etere cavalcata dai leoni da tastiera che altro non aspettavano che 15 minuti di celebrità.

E i morti?
E il capire di chi sono le colpe?
E le soluzioni?

C'è rimasto qualcuno a cui interessa capire? Capire davvero, non con la retorica di Catena UmanaSolo Italiani o altre pagine di FB che campano sugli solti che rilanciano le loro bufale, Non con il finto buonismo di chi oggi vorrebbe alzare barriere fatte di crocifissi e chiudersi dentro casa manco fossero arrivati gli zombie.

Capire il dove e il come, il perché e il come cazzo è potuto succedere, per impedire che non accada mai più.

Quello che è accaduto a Parigi è una tragedia, ancor più forte perché occorsa sotto casa, nella mite e civile Europa. In Francia, più volte portata ad esempio di integrazione culturale, ma che con le sue banlieue esempio di integrazione culturale certo non è.

Ma quello che la rende ancor più tragica è il feudalesimo con cui i media italiani stanno trattando l'accaduto, il banchetto nunziale messo su dalle varie emittenti (gli speciali di Canale5 fatti dalla D'Urso, parliamone) con una prontezza ed una lucidità che fa invidia ai vari coccodrilli precompilati delle celebrità. 

Sopravvivere ed informarsi si può?

Io dico di sì e vi suggerisco di mia sponte due testate on line gratis (almeno in parte la prima, del tutto la seconda):
- L'internazionale
- The Post Internazionale

E un consiglio disinteressato e spassionato, non mi pagano e non lavoro per nessuno dei due.

Purtroppo...

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4 settembre 2015 5 04 /09 /settembre /2015 11:00

La foto di questo bambino morto in spiaggia ha fatto il giro di Facebook tra l'indignazione di chi pensa che certe cose debbano rimanere nascoste come la polvere sotto il tappeto, la frustrazione di chi immaginava i propri figli sdraiati sulla sabbia e la noncuranza di chi apostrofa sempre tutto quello che riguarda i migranti con un placido "aiutiamoli a casa loro".

Io penso che la vita in genere, ma i social per possa essere vissuta in due modi: il primo è quello di decidere di staccare il cervello dal mondo circostante e vivere semplicemente la propria quotidianità come se esistesse solo il proprio piccolo cerchio di conoscenze ed il proprio piccolo orto coltivato ad ortensie e lillà. È questo il caso di tutte quelle ragazze, o meglio donne, che imbastiscono la propria bacheca di Facebook con gattini, cuoricini, aforismi di Osho, frasi d'amore, allegri buondì e caffè e quant'altro senza mai cedere il passo al pessimismo o semplicemente la realtà circostante. Io queste persone le invidio veramente: la loro unica preoccupazione rigurda il selfie giornaliero: sarò venuta bene? Il piatto di aperitivo che ho postato sarà abbastanza figo? Caspita, non mi sono taggata nella discoteca del momento, accidenti! Questa foto sarà sufficientemente puccipucciosa?

Al contrario si può decidere di vivere con gli occhi aperti, senza necessariamente ammorbare il prossimo con tutte le disgrazie del mondo o con esternazioni politiche 24 ore al giorno sette giorni la settimana (quelli sono i Grillini, una specie animale a parte), ma diluendo la propria esistenza in una sana disincantata ironia che a volte brilla nel cinismo. Oppure no, quando il pelo sullo stomaco non basta più o quando tutto è troppo brutto per riderci su.
Si può decidere semplicemente di essere oltre a donna, madre e figa (buahahahahhah!) anche con una coscienza sociale, seppur minima. Non che si pretende di cambiare il mondo, per carità, ma almeno cercare di renderlo un posto un po' meno schifoso.
Il minimo sindacale, insomma.

Le foto di questo bambino morto sono molto disturbanti, concordo, e credo che debbano non far dormire per ben più di una notte non solo chi è già genitore ma tutti quelli che sognano o hanno sognato di diventarlo almeno una volta.
È giusto che siano disturbanti, è giusto che diano fastidio e che sollevino l'animo popolare. Sono foto che fanno indignare, troppo crude per un popolo abituato a discettare solo del calciomercato nella calura di fine estate. Meglio biascicare su Balotelli e sulle liti via social ad alto QI di Belen e Nina Moric.
Sono foto che fanno male, sono un pugno nello stomaco proprio come lo sono le parole di un genitore distrutto che cercava solo una vita meno pericolosa per i propri figli.

Come ha scritto di recente una mia amica molto cara, che tra l'altro ha un'idea politica opposta alla mia, "Nessuno metterebbe i propri  figlio su una barca, a meno che l'acqua non sia più sicura della Terra". Quel bambino morto sulla spiaggia pesa sulle coscienze di tutti noi, grandi e piccoli, poveri e ricchi, potenti o semplici cittadini. Ci ricorda che in un passato non troppo lontano erano i nostri bisnonni a tentare viaggi della speranza, ci ricorda che domani potremmo essere noi a tentare la stessa via.

Disturba, è vero; fa andare di traverso l'aperitivo.
E deve essere così, è giusto che sia così.

Si fa presto a guardare il telegiornale con un occhio solo mentre si cena  e dimenticare tutto quello che accade nel mondo con una bella scrollata di spalle.
Io non ci riesco. 

Se voi ci riuscite continuate a postare foto di gattini.

 

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5 agosto 2015 3 05 /08 /agosto /2015 09:00

Noi donne nella stragrande maggioranza dei casi non abbiamo un bel rapporto col nostro corpo. Sarà una banalità, ma è una di quelle vere: non ci piacciamo.

Pure se sei una figa da paura che causa giramenti di testa e svenimenti nella popolazione maschile eterosessuale, ci sarà sempre qualcosa che non ti piace di te stessa.

In genere il problema di questo secolo è: non sono abbastanza magra e/o sono ingrassata. Maschi che condividete lo spazio vitale con la donna che amate, rassegnatevi: per quanto possa sembrarvi bella, sexy ed affascinante la vostra compagna, lei si troverà SEMPRE non abbastanza magra.

Che poi la prenda con ironia, che non ne faccia un dramma e che viva la sua vita con tranquillità e che mangi al ristorante con appetito è un altro discorso. se glielo chiedete vi dirà sempre che non si trova abbastanza magra.

Colpa della moda? Follia della donna? Non solo. 
Quest'anno sui social impazza una nuova mania: il Belly Slot. Non è il nome di una caramella e nemmeno una nuova macchinetta da videopoker. E' quel solco abbastanza inquietante che parte sotto il seno e arriva all'ombelico, formatosi grazie ad addominali super tonici insieme a una magrezza di un certo livello. Subito le simil-Vip si sono buttate a pesce sulla questione, postando le loro foto sui social: Elisabetta Gregoraci, Maddalena Corvaglia, Ilary Blasi, Belén Rodriguez, Anna Tatangelo, Emily Ratajkowski. Tutte belle in fila a mostrare la riga sulla pancia che fa tanto tonico e raffinato. 
Non vi basta?
Orbene, signori, abbiamo anche il Bikini Bridge , ovvero il ponte sospeso tra il bordo dello slip e l’anca, e il Tigh Gap, ovvero il solco tra le gambe. 
L'Amoremio direbbe "Sexy come un aspirapolvere", io direi: "Eh, quando ero ggiovane...". Ma non è vero, sono solo allucinazioni di una donna sfatta dal passaggio di un mostriciattolo (amoroso) di quasi quattro chili tra gli addominali.

Ma la donna vera che ne pensa?
In ufficio ho assistito alla seguente conversazione sul Belly Slot tra due colleghe carine e inspiegabilmente single. 
Collega 1: "Dai, tu sei magra come un chiodo e allenata, facci vedere sta riga!"
Collega 2: "Ma non ce l'ho!"
Collega 1: "Ma dai, nemmeno tu!!! Ma sei super secca!"
Collega 2: "Lo dici come fosse un complimento, ma non lo è affatto!"
Collega 1: "Certo che lo è!"
Collega 2: "No, affatto. Io mi piacevo più quando pesavo 10 kg di più"
Collega 1: "Cavolate. Farei la firma per essere come te.""

Collega 2:"Sei matta? Non vedi che fianchi larghi? IO farei la firma per essere come te!"
Phoebe: "Ora vengo lì e vi picchio a tutte e due dall'alto della mia panza deformata, altro che riga!"

Passerà mai questa fissazione per il secco?
La donna curvy tornerà (davvero) di moda come nei bei tempi andati?

Attendo commenti di uomini e donne.

 

 

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27 luglio 2015 1 27 /07 /luglio /2015 09:00

Qualche giorno fa sui social è comparsa l’immagine che trovate a sinistra. Come molte immagini, anzi solo come quelle più belle, racconta una storia. La sua storia è quella di una bimba di un campo profughi di Feldkirchen ander Donau, in Austria, che gioca con l’acqua che i pompieri dei vigili del fuoco della città stanno spruzzando su di loro per gioco, per vincere la calura improvvisa che sconvolge anche l’Austria.
Un’immagine bella, un sorriso che regala speranza anche dove di speranza se ne trova poca. Vivere in un campo profughi, in Austria o in Libano, non è comunque divertente, sentirsi inchiodato in una realtà non propria, senza una lingua comune, scaraventati lontano da tutto quello che conoscevano prima e che, molto probabilmente, non esiste nemmeno più.

Una bella immagine, un gesto felice e semplice sia per i pompieri che l’hanno compiuto che per i bambini, liberi per un giorno di giocare e di sentirsi come i loro coetanei.

Mi direte: “Ok, e quindi?

E quindi sui social è scattata la cattiveria umana, spesso nascosta da nickname e da finti acronimi. Come? Non ho fatto gli screenshot per decenza (e anche mancata voglia, lo ammetto), ma ve li riporto integralmente, spero vi fiderete.
Che possa il mio disgusto essere il vostro.

“Bella foto, ma poi diventano grandi ed entrano nelle case a rubare”
“Ci dovrebbero spruzzare un po’ d’arsenico insieme all’acqua, allora sì!”
“Pensate anche ai pensionati”
“Siete buonisti del cazzo”
“Vi meritate che vi stuprino tutte, puttane comuniste che non capite niente"
“Ora mettete mi piace, ma quando vi verranno a rubare in casa che farete?”
“E ai disoccupati italiani chi li rinfresca?”
“Tanto l’acqua non la pagano loro”
“Questa ride, mentre tanti italiani non c’hanno più un cazzo da ride”

 

Ma la più bella è: “E i pompieri quando ci vanno a rinfrescare i vecchi del centro anziani?” Mi sono trovata a dover rispondere: “Spero mai, perché se agli anziani gli spruzzi l’acqua con la pompa mentre passano col deambulatore magari gli rompi un femore. Non è meglio un ventilatore?”

E via andando.

Ora, posso dirlo che non ce la faccio più?
Posso dirlo che la mia fiducia nell’umanità vacilla? Che ci meritiamo l’estinzione, l’eruzione di un vulcano, una brutta morte?
No, sta brutto. Non siete convinti? E allora beccatevi questa. Bello vedere un che mette nella sua foto del profilo un bambino scrivere che se una bimba siriana muore perché le hanno buttato l’insulina è una in meno da mantenere?

Basta.
Voglio diventare un gatto.
Un cane.
Un pappagallino.
No, un pappagallino no, che puzzano.

 

Azz… sono diventata razzista pure io! 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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