Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog
21 ottobre 2013 1 21 /10 /ottobre /2013 09:00

barefoot-and-pregant.jpgNiente come la maternità scatena gli animi ed autorizza la maggioranza delle donne (sì, delle donne) a salire in cattedra e dare consigli non richiesti. Oppure a sputare sentenze a destra e a manca, manco fossero serpenti velenosi.

E le donne spesso lo sono, eccome.

E le gravidanza tira fuori in certi soggetti il peggio del peggio, non solo quando si parla di gatti.

 

Qualche settimana fa fu la volta della campionessa di sollevamento pesi Lea-Ann Ellison, che tra lo sdegno dei perbenisti sollevava pizze da trenta chili col pancione facendo aumentare vorticosamente il livello di veleno in circolo al club delle so-tutto-io.

Ché, signora mia, oggigiorno se ne vedono di tutti i colori.

Poco conta l'allenamento della signora in questione, il fatto che fosse al terzo figlio e che in ogni caso fossero anche fattacci suoi: su Internet si è levato un polverone pari solo alla polemica contro i gatti. Povere bestie.

 

Questa settimana è il turno di Michelle Hunziker, rea di aver scodellato la piccola Sole in tutta fretta e di essere tornata al lavoro tra giorni dopo innalzando al cielo lo stendardo “La maternità non è una malattia”, attirando intorno a sé le occhiatacce di chi così poco aveva da fare da permettersi di sentenziare “Tornando a lavorare 4 giorni dopo il parto si dà un brutto messaggio e si possono creare pessimi modelli”.

 

Ora, a me la Hunziker manco sta simpatica, ma due cosette vorrei dirle:

  • Se fosse stato un avvocato, un commercialista o un libero professionista in generale, l’avreste trovato così scandaloso? E se avesse avuto semplicemente un negozio? No, perché queste cose succedono di continuo a tantissime donne, ma nessuno grida allo scandalo. Trovo invece più scandaloso chi sputa sull’istituto della maternità, privilegio e conquista sociale imprescindibile, abusandone per il proprio tornaconto.
  • Non mi pare che lavorare a Striscia la Notizia sia esattamente spalare carbone in miniera, come lei stessa ha giustamente affermato considerandosi privilegiata e molto fortunata. Quindi? Fare la casalinga mi sembra un’occupazione molto più faticosa di questa eppure noi donne la esercitiamo prima e dopo il parto senza batter ciglio.
  •  Ma saranno fatti suoi?
  •  Invidiose, eh?
  • La frase "La maternità non è una malattia" sta diventando il mantra di una nuova generazione di donne e mi ha un filino rotto le scatole. Forse dovrei iniziare a stampare magliette con questa frase, farei un sacco di soldi.
  •  Se c'hai come modello di vita la Hunziker forse il problema sta a monte: forse, e dico forse, non dovresti proprio procreare.
  •  Tutt’al più dovrebbe essere insultata e presa a borsettate per aver chiamato la propria secondogenita come un detersivo per i piatti, probabilmente per scimmiottare la ben più charmant Penelope Cruz che ha chiamato sua figlia Luna.

Critiche più attente e maliziose posano l'accento non sul mancato svolgimento della (meritata) maternità ad opera dio Michelle, ma delle possibili ripercussioni sociali dell'accaduto. In un mondo in cui il precariato la fa da padrone, in cui lasciare a casa e senza tutela donne incinta, partorienti e neomamme è sempre più facile, far passare il messaggio che oplà, tutto invece si può fare nel tempo in cui si cura un raffreddore svaluti la figura della donna.

Secondo la mia modestissima opinione, invece, noi donne alimentiamo noi stesse il pregiudizio maschile, approfittandoci con aria da furbette degli istituti che ci sono stati concessi, non senza lotte, da chi ha voluto strenuamente riconoscere un diritto sacrosanto.

 

Ma soprattutto, se un datore di lavoro si fa venire strane idee in mente riflettendo sul comportamento di Michelle Hunziker, allora siamo davvero alla frutta.

 

Allora davvero la fine del mondo è vicina e gli zombie sono in arrivo...

Condividi post

Repost0
17 ottobre 2013 4 17 /10 /ottobre /2013 14:00

scherl-elca-sisters-in-berlin-1925.jpgTutte le cose belle finiscono presto e così anche le vacanze. Capita così che mi tocchi di tornare a casa dopo cinque giorni berlinesi e all’aeroporto di Schonefeld trovare al teminal di Easyjet talmente tanta gente da farsi venire la claustrofobia. Ma siamo in anticipo, siamo innamorati e non abbiamo bagaglio da imbarcare, quindi io e l’Amoremio siamo belli tranquilli e rilassati. Non si va in vacanza per questo?
facciamo la fila, chiacchieriamo, lui si preoccupa se sto bene. Sto bene, lo giuro, anche se c'ho la panza da bevitore di birra tedesco.

Arriviamo ad una svolta della fila accanto al check-in per l'imbarco in stiva, quando un'orda di persone si inserisce di violenza sbraitando e spingendo.
Indovinate di che nazionalità?

Sì, bravi. Avete vinto una bandierina dell'Italia da ficcargli in un occhio.

Non posso esimermi, non ce la faccio.

"Ehi, guardate che la fila comincia trenta metri più giù!"

Capofila della combriccola dal chiaro accento romano e una bionda che non sfigurerebbe in un Jersey Shore all'amatriciana, dall'età apparente intorno alla cinquantina e con problemi al biondo dei capelli: "Ma noi una fila l'abbiamo già fatta: quella per l'imbarco bagagli! Siamo corretti!"

"Ma davvero? Invece noi abbiamo portato meno roba e piegato i vestiti ad origami perché siamo sadici e pure un po' tirchi dentro."

"..."

"La fila comincia da laggiù, signora mia."

"Nun credo proprio!"

Sto per partire alla carica quando l'Amoremio mi trattiene con uno sguardo chiaro: vale la pena?

Vale la pena di incazzarsi per una questione di principio, perdere  i benefici di una vacanza appena giunta al termine, picchiarsi con una cafona per nulla?

No, effettivamente no.

Lascio perdere sopportando stoicamente anche il ciarameglio ingiustificato della combriccola, che ha invaso il piccolo terminal trasformando un luogo tranquillo in una molesta borgata.

Per lo scorrere della fila la bionda raffinata si ritrova al mio fianco per puro caso, poggia gli occhi matitatissimi sulla mia pancia e sgrana le sue tonnellate di ombretto.

"Oh, ma sei incinta!"

"?!?!"

"E me lo potevì anche dì, che ti lasciavo passare no?" Mi dice col suo più materno dei sorrisi.

Sorrido anch'io, dolce e materna: "Signora, io pretendo rispetto come essere umano, non come incubatrice."

E procedo.

 

L'ho già detto che la maternità mi ha migliorato il carattere?

 

Condividi post

Repost0
16 ottobre 2013 3 16 /10 /ottobre /2013 10:45

berlin-mauer.jpgI berlinesi non sono tutti biondi, ma anzi sono fatti di mille etnie diverse. Solo che non te ne accorgi ad uno sguardo superficiale, perché sembrano tutti uguali.
I berlinesi credono nella partecipazione alle istituzioni, tanto che nei cantieri pubblici ci sono punti di osservazione da cui vedere l'avanzamento dei lavori. no, nessuno tira sassi o monetine agli operai.

I berlinesi parlano una lingua francamente incomprensibile.

I berlinesi hanno rimosso quasi tutte le tracce scomode del Terzo Reich, come se affossando un periodo storico nell'oblio lo si potesse cancellare.

I berlinesi hanno cambiato la faccia della città dal 1989 ad oggi in una maniera talmente profonda da risultare fantascientifica. In Italia staremmo ancora discutendo sugli appalti per buttare giù il muro.

I berlinesi vanno sempre in bicicletta, anche se piove. Se la portano ovunque: sulla metro, sul treno, dappertutto. Ci vanno vestiti da crucchi, vestiti bene e con le gonne corte ed i capelli appena fatti dal parrucchiere.

I berlinesi sono gentili, molto gentili. Ed è stata una sorpresa, perché i tedeschi che vengono in vacanza sul Trasimeno in genere sono simpatici come l’herpes genitale (parola di una che ci ha lavorato) ed invece guarda tu che tesorini di persone. Esempi? Una cameriera di un ristorante, a cui avevo spiegato i miei problemi col latte, mi ha scritto su un foglietto “intollerante al lattosio” in tedesco per le prossime volte. Poi ho trovato anche una commessa molto molto puttana in panetteria, ché siccome avevo preso la fila dal verso sbagliato, me l'ha fatta rifare daccapo. Puttana.

I berlinesi vivono in un cantiere a cielo aperto. Avremo contato 50 gru a spasso per la città, poi abbiamo smesso.

I berlinesi hanno problemi col riscaldamento: fuori fa freddo, ma nei locali, nelle camere d’albergo, nei negozi il riscaldamento ti schiatta tant’è che gli autoctoni stanno in maniche corte. Montone fuori, cotone sulla pelle.

I berlinesi hanno la fortuna di avere la rete di servizi di mobilità urbana più fighi che abbia mai visto. Veloce, sicura, pulita. Dentro ci puoi trovare di tutto, una svariata umanità che va dalla famigliola, all’uomo d’affari, all’imbianchino  fino ad arrivare alla comitiva dark. Non abbiamo mai atteso più di cinque minuti una coincidenza. Come in Italia, insomma.

I berlinesi mangiano sempre, in continuazione. Non sono riuscita bene a capire a che ora pranzi usualmente una famiglia tedesca, visto che il cibo da strada viene consumato da tutti a tutte le ore da tutti ed in porzioni che farebbero impallidire Obelix. Il tutto sempre a base di carne, ovviamente.

Tra i berlinesi ci sono molti vegetariani, chissà perché.

 

I berlinesi, a dire il vero, mi son piaciuti più di quello che m'aspettavo.

 

Condividi post

Repost0
10 ottobre 2013 4 10 /10 /ottobre /2013 08:18

download-copia-1

Condividi post

Repost0
2 ottobre 2013 3 02 /10 /ottobre /2013 10:13

Artwork-Pregnant-Woman-SilhouetteQuando la gente vede la tua pancia abitata, anche se non ti conosce o sa pochissimo di te, si sente in dovere morale, specie se ha già dei figli e se questi sono sufficientemente grandi da avergli fatto scordare pannolini e affini, di avvertirti.
Attenzione, la pacchia è finita: ora devi mettere la testa a posto!
Come se tu prima vivessi a Mykonos in una comune, insomma.

Ma insomma, stiliamo un elenco approssimativo. 

 

Cose che devi imparare  fare (o smettere di fare) ora che stai per diventare genitore:

-  Smetterla di mangiare la Nutella direttamente dal barattolo col cucchiaino. Prima di tutto sono allergica al latte e mi fa pizzicare la lingua e poi non sta bene. Che esempio dai alla pupa?

- Smettere di tenere il gatto in casa, essendo lui un ricettacolo mortalmente epricoloso di virus/germi/ecc. molto più di un qualsiasi bambino moccoloso del nido. E poi è feroce ed ha certe unghie che mettono i brividi. Brrr!

Smetterla di avere idee progressiste e sinistroidi. Lo sanno tutti che quando diventi mamma devi mettere la testa a posto, andare in Chiesa, predisporti al catechismo che verrà e non fare tante domande, pensando solo al bene di tua figlia che di certo è nell’omologazione agli altri e nella tranquillità di non pensare mai a nulla di diverso. Anche la maglietta col Che, sappilo. Mettila via, su, fai la brava.

Mettere la testa a posto, non pensare di poter continuare ad inseguire i tuoi sogni e pensare invece a fare il bucato. Scrivere? Pfui!

- Smettere di lavorare o comunque di farlo in modo serio. Insomma, si sa, la donna che diventa madre deve fare dei sacrifici, piegarsi al part-time se proprio è fortunata al massimo e scordarsi di fare carriera che mica è un uomo. Infatti il padre può fare un po' quello che gli pare. La madre, invece, no. Come se oggi  fosse sufficiente uno stipendio a famiglia.

-  Smettere di fare sesso. Le madri per definizione non fanno sesso, sono creature asessuate come gli angeli, essendo appunto angeli del focolare. Non vorrete mica che un ragazzino si traumatizzi, vero? In fondo siamo e restiamo un paese cattolico. No, nemmeno a diciotto anni suonati un figlio può sapere che i suoi fanno sesso, assolutamente.

 

Ora, io non voglio dire che diventatndo genitore la vita non cambi, assolutamente. Non devi più pensare solo a te, ma c'è un esserino al tuo fianco che dipende al 100% da te ed è tuo preciso compito fare in modo che non gli manchi nulla da nessun punto di vista.

Ma non è che si muore, eh.

Cioè almeno credo.

Alle mie amiche non è successo, non credo succederà nemmeno a me.

Magari farò un sacco di casini, mia figlia verrà su scombinata e mai con il nastro al posto giusto nei capelli o le copertine dei quaderni adeguatamente rilegate, ma sono abbastanza fiduciosa: posso farcela.

 

In fondo, nonostante quel che dice l'iconografia sessista, non sono sola... 

Condividi post

Repost0
19 settembre 2013 4 19 /09 /settembre /2013 14:07

two of a kind bunny theblackappleIo non sono una che porta rancore, ma non per bontà cristiana o per coglioneria.

E’ che sono pigra. Sono come Sid, il bradipo de “L’era glaciale”: non ce la faccio, è troppo faticoso.

Me ne dimentico, è più forte di me.

E quindi, visto il mio collegamento cervello-bocca molto corto e senza filtri, mi ritrovo spesso a dire in faccia alla gente tutto quello che penso e poi chiudere lì la faccenda.

Senza rancore, eh.

I miei amici ci sono abituati, sono rodati.

Alcuni, i più coraggiosi, apprezzano persino.

Folli.

 

Tuttavia in questo mio particolare modo di vedere le cose, sono in grado di fare eccezioni. Rare, rarissime eccezioni, ma pesanti come macigni. Sì, anche io porto rancore, e quando lo faccio non è mai uno scherzo. Indirizzatarie della mia furia sono poche e selezionate persone che sono riuscite a scalfire la mia corazza fatta di ironia e finta noncuranza per arrivare a ferirmi davvero.

Ma visto che queste persone sono (per mia fortuna) così poche che basta una mano per contarle sono per me di complicata gestione.

In quanto passa il rancore?

E l’odio?

Perché di questo si parla, non è peccato dirlo.

Credevo che cinque anni fossero un lasso di tempo ragionevole. O almeno, abbastanza ragionevole, sufficiente per mettere un punto e girare pagina, convertendo il risentimento in bieca noncuranza.

Cinque anni senza vedersi, senza nominare l'innominabile, cercando di cancellare le tracce di una amicizia che credevo vera e sincera, e invece era un calesse.
E invece no.

 

Basta poco e l'odio riaffiora, perverso e velenoso come l'edera.

Invece è bastato solo sentirti nominare da chi non ha nulla a che fare né con me né con te per riaccendere la scintilla dentro di me.

non ne sono fiera, sia chiaro. Non sono un cittadino esemplare, una donna da cui prendere esempio, non sono Maria Goretti e mi cospargo il capo di cenere per la mia poca cristianità e l’incapacità di perdonare.

Non sono una bella persona, me ne rendo conto.

 

Però tu accetta un consiglio: se mi incontri per caso, scappa.

 

Condividi post

Repost0
27 agosto 2013 2 27 /08 /agosto /2013 11:27

foto--1-.JPGPassare per scelta parte delle vacanze a casa, quando si vive dove vivo io vuol dire anche riscoprire angoli dimenticati, buttati in un cassetto che non si apriva da un po'.
Magari da troppo.
È così prendere un traghetto, attraversare il lago ed andare in un posto della propria infanzia, ad Isola Maggiore, che nonostante il nome è la seconda in ordine di grandezza tra le isole del lago Trasimeno.
Meno celebrata d'estate della serolla più grande, Isola Polvese, o forse semplicemente più scomoda da raggiungere dal mio paesello natio.

Un'isoletta che conta poco più di venti abitanti e che assomiglia ad un luogo incantato. Antica, con il suo insediamento storico che risale a ben prima dell'anno mille, l'isola si offre al turista non solo con la sua bellezza architettonica e coi suoi pizzi, ma con l'incanto della sua natura.
Un posto perfetto per rilassarsi, camminare, guardarsi dentro e leggerci lo struggimento della propria vita.

Il lago, pulito come non mai tanto da essersi guadagnato per l'ennesima volta le 5 vele di Goletta Verde, incanta coi suoi colori e regala onde e spruzzi, ospitando una enorme varietà d'uccelli e vedute che scaldano il cuore.

Nonostante tanta bellezza, c'è sempre chi ha qualcosa da dire, come se per  perugino medio il lago fosse sempre qualcosa da denigrare e non da vivere con gioia.foto-copia-3
Sì, ci sono i moscerini ed anche una pletora di insetti infinita: è la natura ed anche uno dei motivi per cui il lago è luogo di transito di innumerevoli specie di volatili.
Il lago è una troscia, dice il perugino medio che mai e poi mai metterebbe il suo nobile deretano a bagno nelle acque lacustri.
Ma a Fano o Cattolica, ecco sì.

Il fondo del lago fa schifo, dicono. È che non c'è la sabbia, ma terra e da che mondo è mondo terra + acqua = fango.

Insomma, se migliaia di turisti tutti gli anni vengono tra queste sponde, non sarà solo per mangiare la squisita cucina umbra, no? Se olandesi e belgi si sobbarcano un faticoso viaggio in macchina fin qui, ci sarà un perché oppure no?

Allora, non fate i perugini medi: venite al lago.
Venite al Trasimeno.

Non ve ne pentirete...

Condividi post

Repost0
13 agosto 2013 2 13 /08 /agosto /2013 19:10

http://i44.tinypic.com/6xrwap.jpgEstate, caldo, ferie.

Tutti alla ricerca di un refolo di aria almeno un po' meno caldo del solito, non dico certo fresco.

Ed allora tutti in piazza a sentire un concerto gratis, che tanto anche se l'hai già sentito che importa? In centro tira un bellissimo vento fresco e dopo l'afa dei giorni passati sentire la pelle piena di piccoli brividi sembra un piccolo miracolo.

Il centro è gremito, come non lo sarà più almeno fino ad Eurochocolate, e viene spontaneo pensare che se invece di una volta all'anno il Comune organizzasse più spesso eventi del genere i negozi del Corso non sarebbero abbandonati a loro stessi ed agli spacciatori per 300 giorni all'anno.

Ci facciamo largo tra la folla per guadagnare un posto migliore e alla fine arriviamo a sederci sulle scalette della Sala dei Notari.

Accanto a me non posso far a meno di notare che accanto a me c'è una madre con una bimba che avrà sì e no un paio di mesi nel marsupio. Balla e si diverte, mentre accarezza la bimba dal marsupio, che di succhia il dito felice. La ragazza avrà vent'anni, è bella e struccata, con un'aria così innocente da sembrare una bambola.

Il suo compagno accanto a lei avrà la stessa età, bermuda e ciabatte di gomma ai piedi, passa il tempo a fotografare in alternanza il cantante e la bambina con una gigantesca macchina fotografica.

Sì, li ho guardati bene, proprio come si guarda un quadro.

Io alla loro età non avrei nemmeno immaginato di avere un figlio, l'idea mi avrebbe terrorizzato e fatto scappare, tant'è che ci sono arrivata da primipara attempata.

Eppure loro erano sereni, circondati da amici e si godevano il vento proprio come me. Chissà i problemi che avranno affrontato, le paure e le incertezze. E chissà quelle che dovranno affrontare.

Ma intanto erano lì a godersi il vento.

 

 

Come me, la mia pancia e l'Amoremio.

Condividi post

Repost0
7 agosto 2013 3 07 /08 /agosto /2013 15:16

chocolate-cant-get-you-pregnant-vintage-tray-50s-new_180431.jpg

Siete pronti per una notizia bomba?

La notizia dell'estate?
Non siete deboli di cuore, vero?
Facciamo così, provate ad indovinare.

No, Grillo ed il PD non prenderanno Letta a calci sul didietro instaurando un governo di cambiamento.
No, la notizia sconvolgente non è che è il 7 agosto e fa caldo.
E no, non è nemmeno morto Berlusconi, come all'epoca non era affatto morto JR.

Vi arrendete?
Ok.

Sono incinta.
Di sedici settimane, per la precisione.

Eh, sì. Ho aspettato a dirlo per scaramanzia, o forse per incredulità. Anche se i miei amici non è che siano stati poi così discreti nel non diffondere la notizia e, insomma, se non lo sapevate ora sapevatelo: sono in dolce attesa.

Incinta, chi: io? Sì, io.

Anche se per il momento non si direbbe, ho preso mezzo chilo scarso e continuo a fare la mia vita fatta di lavoro, corse per riuscire a fare tutto, amici, casini, libri. Eppure lui o lei è dentro la mia pancia che nuota, dorme, fa le capriole o magari sogna.
Di certo non si immagina che casino è la sua futura mamma. Una che lascia le chiavi nel frigo e poi non le ritrova nemmeno impegnandosi. Una che non ha mai capito la fisica quantistica, ma quando alla rado passano le vecchie canzoni della Pausini scopre che nel suo cervello c'è un file che ne contiene tutte le parole e allora le canta a squarciagola. Una che legge il fantasy e che è convinta che dentro gli elettrodomestici ci siano dei folletti che fanno a mano tutto il lavoro.

Come mai potrò affrontare tutto ciò?

Per fortuna che c'è l'Amoremio... 

Condividi post

Repost0
12 luglio 2013 5 12 /07 /luglio /2013 12:17

17160762-foto-moda-sexy-di-bella-ragazza-indossa-bigodini-s.jpgHo un problema: devo sbarazzarmi del divano vecchio.

Lo so, in questi tempi di larghe intese, stagnazione, crisi, casini in tutto il mondo, questo è un problema relativo.

Ma me ne devo liberare: o lui o la scarpiera e io con le scarpe non scherzo, sappia telo.

 

Il mio povero vecchio (ma non troppo) divano giace lì, abbandonato nella cameretta ed in balia di Nevruz, che lo ha eletto suo domicilio benemerito.  Un divano da tre posti tutto per lui, e scusate se è poco. Ma lì da fastidio, occupa tutta la stanza e ce la blocca. Se ne deve andare.

Ma nessuno lo vuole, poverino.

E dire che non è mal messo, è anche un onesto e sufficientemente comodo divano letto a due piazze. Comodo per quanto può esserlo un divano letto, ovviamente.  La sua copertura è praticamente integra, tranne ai lati dove il mio gatto ha pensato bene di farsi le unghie, mannaggiallui. Ma con un semplice copri divano… puff! Sarebbe come nuovo!

Cerca casa, anche delle vacanze, è buono coi bambini e praticamente muto.

Non fa rumori, non emette cigolii e può essere ancora molto utile.

Ma l’Amoremio entro fine luglio lo vuole fuori di casa.

Anzi, lo esige.

 

Abbiamo messo un annuncio su Subito.it, ma non ha funzionato. Tanti contatti, visite, ecc. ma alla fine dei giochi nessuno era davvero interessato.

Mercatini e affini non lo vogliono.

La società che gestisce i rifiuti me lo viene a prendere volentieri per buttarlo, anche a fronte dei 75 euro che vuole per farlo.

Ma  a me di buttarlo non va proprio giù.

E’ ancora troppo nuovo, sarebbe un peccato. Potrebbe essere ancora utile a qualcuno, continuare la sua vita, essere utilizzato e rendere felici.

Non è sfondato, non è logoro e non ci sono le tarme.

Ve lo giuro.

 

Per questo cerco casa al mio povero ex divano. Possibile che non ci sia una casa famiglia, una ONLUS, ma anche una casa di studenti che non ne abbia bisogno almeno un po’?

Se vi interessa contattatemi per mail e vi invierò foto e dettagli.  Non voglio soldi, solo che ve lo veniate a prendere e che siate felici insieme.

(Il gatto no, non è compreso, anche se l’Amoremio dovesse dirvi in contrario…)

 

Adottatelo!!!!

Condividi post

Repost0

Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

Piccolo spazio pubblicità



Archivi

Varie ed Eventuali

Il tarlo della lettura





buzzoole code