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8 agosto 2012 3 08 /08 /agosto /2012 11:23

vintage_housewife_cook.jpgE’ estate, frutta e verdura esplodono nell’orto e non ci possiamo fare niente. E’ l’estate, non ci si può far nulla, è il suo bello.

E come non approfittare per un'altra esperienza barattolosa?

 

Ecco qui un’altra ricettina veloce per utilizzare le prugne che, magari, vi rimangono nel portafrutta e rischiano di farci una brutta fine.

 

A me è successo così, sentivo un profumo fortissimo e dolce in cucina e mi sono accorta che (magia!!!) proveniva dalla frutta e nello specifico dalle prugne.

Così, ho messo in piedi questa confettura con quello che avevo in casa

 

-  1 kg d prugne

-  300 gr di zucchero di canna

-  Un cucchiaio di zenzero grattugiato (meglio se fresco, ma io ho usato quello in polvere)

-  Il succo di un limone

 

Mettere tutto a bollire sul fornello, a fuoco non troppo vivace. Le prugne fanno molta acqua of course, e ci vuole un po’ perché la vostra marmellata raggiunga la giusta consistenza.

Mi raccomando, assaggiatela a metà cottura perché io non amo le cose troppo dolci, ma per voi potrebbe risultare un po’ aspra.

Se come me non amate i pezzettini troppo grandi, verso la fine della cottura data una passatina di minipimer ad immersione per raggiungere la giusta consistenza da voi desiderata.

Quando la vostra marmellata supererà la prova piattino, è fatta: imbarattolate, chiudete e capovolgete per creare il sottovuoto.

Vi assicuro che è buonissima, e lo zenzero le regala un retrogusto molto particolare.

 

Enjoy!

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30 luglio 2012 1 30 /07 /luglio /2012 12:59

10708592-pumpkin-cucurbita-pepo-vintage-engraving-old-engra.jpgAvete delle zucchine dimenticate nell’orto, divenute oramai di dimensioni intrasportabili?

Non buttatele nella macchina per il compost, no!

Sono ottime per preparare le zucchine sott’olio alla Phoebe!

Avete capito bene, con un po’ di lavoro e di tempo potrete ottenere un gustoso risultato che vi godrete fino alla fine del prossimo inverno.

Ecco un’altra lezione di Barattoliamo con Phoebe!

(Aehm, se avete perso le prime due le trovate qui e qui)

Iniziamo?

Barattoliamo?

 

Ingredienti:

           -  zucchine dimenticate nell’orto

           -  sale grosso

          -  aceto

        - acqua

      - erbe aromatiche

      - aglio

      - peperoncino

      - pepe in grani

      - olio e.v.o.

 

pelate le zucchine con un pelapatate, eliminate tutta la polpa e tagliatele a fettine. Mettetele poi in uno scolapasta, alternando strati di zucchine a strati di sale grosso e, una volta riempito, aggiungete sopra un peso che tenga il tutto pressato (io ho usato una pentola piena d’acqua).

Lasciate riposare per così per 24 ore.  

A questo punto mettete in una pentola acqua e aceto bianco in egual quantità e quando bolle buttateci le zucchine (che avrete preventivamente strizzato un po’ con le mani) che dovranno bollire solo per 2 minuti. Scolatele e mettetele su un telo da cucina ad asciugare.

Prendete i vasetti che avrete sterilizzato e invasate con peperoncino, aglio e pepe, aggiungendo erbe aromatiche a piacere e coprendo tutto con olio extra vergine di oliva.

Lasciate riposare almeno per tre mesi, non siate ingordi suvvia! 

Io ho utilizzato le erbe aromatiche fresche del mio orto: maggiorana, timo, timo limone, erba cipollina e santoreggia. Voi, naturalmente, potete usare quel che più vi aggrada.

Il risultato sarà sempre ottimo, ve lo assicuro!!!

 

E buon appetito!

 

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29 giugno 2012 5 29 /06 /giugno /2012 10:16

112008-neighbor01.jpgOramai sono diventata una stalker dei miei vicini.

Che poi mi dovrebbero ringraziare, ne ho fatto una celebrità sul web.

Certo, se solo lo sapessero.

Meglio di no, sennò magari parte una denuncia.

Che non lo sappia poi il restante vicinato.

 

No, anzi, sono gli eventi che fanno di me un soggetto a rischio, non sono io.

E’ che vado a buttare il biologico e passando davanti a casa sua mi si para innanzi una statua maori nera come la pece e alta come me. Non sareste curiosi, voi?

E tutte le sere quando torno a  casa li incontro, sì. Ma mai che facciano una cosa normale come, che ne so, portare a spasso uno dei loro tre enormi cani meticci (lo ricordate, vero? C’hanno il gatto da passeggio) o buttare la spazzatura.

No.

Loro vagano.

L’altra mattina lui, ad esempio, alle sei e mezza in punto vagava per la strada rimirando il paesaggio vestito come l’uomo del monte, col panama e tutto.

E’ che ordino due pizze a portar via dal pizzaiolo sotto casa (solo bufala, please, sennò finiamo tutti la serata all’ospedale) e li trovo lì a bere una birra con gli occhiali da sole alle otto di sera e con le ciabatte ai piedi.

Lui e la moglie.

O compagna, che ne so. E’ uguale.

Che lei, lei meriterebbe un post a parte.

Sulla cinquantina inoltrata, classica forma a barilotto, capello grigio lungo ben oltre i fianchi raccolto a coda di cavallo e magliette improbabili. Tipo che l’altra sera l’ho vista con una maglietta di High School Musical. E sempre, sempre, sempre senza reggiseno. Vi lascio immaginare. Anzi, meglio, di no.

Stamattina, invece, grosso scoop.

Mentre andavo al lavoro li ho incontrati al limitare della provinciale tutti vestiti fashion (nei limiti, ovviamente) e lui rasato a zero. RASATO. Da Mauro Corona a un hare krishna in ventiquattr’ore.

Sconvolgentre.

Aspettavano, belli in ghingheri.

chissà chi.

La loro macchina giace parcheggiata dai tempi della neve davanti casa, assicurata con un mattone sotto la ruota.

Non sareste curiosi anche voi?

 

Secondo me sono artisti.

Oppure serial killer.

 

Stasera vado a comprarmi un binocolo…

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27 giugno 2012 3 27 /06 /giugno /2012 14:30

tree-of-life.jpgIeri è nata Giulia, ve lo volevo dire.

E’ la figlia di un’amica cara e di un amico vero, li ho fatti conoscere io e ne vado fiera.

Ringraziatemi.

E infatti la potevano pure chiamare Phoebe, me lo meritavo, in fondo no? No, ma scherzo, Giulia è un nome bellissimo, pieno di storia, liquido ed argentino come una risata.

E di risate sarà piena la sua vita, io lo so.

I suoi genitori, io e tante altre eprsone che già la amano faranno sì che sia sempre così.

Lei è bellissima.

Anche la mamma è bellissima, e risplende del suo solito sorriso fiducioso, che tante volte mi ha indicato la strada giusta da seguire.

Dorme placida Giulia, tranquilla accanto alla mamma.

E non posso fare a meno di restare incantata nel vedere le sue manine perfette stirarsi per afferrare un immaginario nulla, i suoi piedi che andranno lontano.

E di piangere come una deficiente, manco fossi la puerpera con la depressione post-partum.

Mi viene da piangere, perché voglio così bene a tutti loro da non poterlo contenere tutto dentro di me.

Mi viene da piangere, perché so che è un bene ricambiato.

Perché sono bellissimi.

Perché la vita è belissima, in questi giorni qui.

 

Ciao Giulia, benvenuta.

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18 giugno 2012 1 18 /06 /giugno /2012 15:22

fo_gallery_4fd83ae9d3ec0_DSC0017.jpgProprio l’altro giorno affermavo con sicumera quanto fosse noioso il mio paesotto di scarse 15 mila anime.

Mai sottovalutare la provincia.

Mai.

E infatti venerdì sera, mentre prendevo il fresco in terrazza leggendo il giornale da brava persona anziana che sono, mi è capitata sotto gli occhi una notizia curiosa: Maresciallo dei Carabinieri aggredito da ballerina di lap-dance.

 

Dal titolo immaginavo già pruriginosi risvolti, ma la realtà è stata davvero sorprendente.

Più comica di quanto potessi immaginare di certo, anche nonostante i miei trascorsi con i Carabinieri.

 

Pare che, in un noto bar della zona situato vicino ad un nightclub, la mattina tra gli avventori che si strafogavano di cornetti ci fossero anche un paio di ballerine appariscenti, festaiole e diversamente sobrie. Prese dai festeggiamenti (di che non saprei) non si sono accorte di fare un tantino troppo rumore per l’ora del cappuccino e il proprietario ha chiamato l’Arma.

I militari, sempre pronti e all’erta, sono intervenuti con solerzia, ma senza fare i conti con la ballerina lituana inferocita che, con gesto poco signorile, ha preso a manrovesci il povero Maresciallo che le chiedeva le generalità (solo le generalità!) facendosi forza con il potere espresso dal suo enorme anello di bigiotteria.

Il militare non ha potuto far altro che perire vinto da cotanto furore, e tumefatto e sconfitto si è dovuto rimettere alle mani dei sanitari mentre i suoi colleghi accompagnavano l’arpia in caserma.

 

Come è finita?

 

Lui con una prognosi di  dieci giorni e la nome di eroe del paesello.

Lei, processata per direttissima per il reato di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, le è stato convalidato l’arresto ed è poi stata rimessa in libertà con la misura restrittiva dell’obbligo di firma. Nella stessa caserma del Maresciallo contuso.

E io, che in fondo sono romantica, già immagino che vedendosi tutti i giorni scoccherà una scintilla tra loro, una more che colorerà questa storia delle tinte tipiche delle telenovelas argentine.

 

Ah, che bella la vita di paese...

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16 giugno 2012 6 16 /06 /giugno /2012 13:40

surejellstrawberryjam-copia-1.jpgE’ iniziata la stagione dei barattoli, quella in cui mi trasformo in Nonna Papera e inizio a inscatolare per l’inverno.

La verità è che mi rilassa, mi diverte e concettualmente mi elettrizza l’idea di conservare un pezzo di primavera o di estate da tirare fuori nelle grigie giornate invernali.

Ora, io odio le cose troppo dolci, quindi le marmellate in genere non mi piacciono molto, fatte esclusione per quelle leggermente aspre, come  more, fragole, corbezzoli e affini.

Oggi, vista la stagione, vi propongo la mia ricettina per la marmellata di fragole.

La marmellata di fragole è veramente ottima, piace a tutti e  se avete la fortuna (come me ) di averne a bizzeffe nel vostro orticello siete già a metà dell’opera!

 

Ingredienti:

1 kg di fragole

-  1 limone (succo e buccia)

-  700 gr di zucchero (io ho usato 350 gr di zucchero bianco e 350 gr di quello di canna)

 

Lavate le fragole, staccate il picciolo verde e asciugatele con un canovaccio pulito. Mettetele in una pentola con lo zucchero, il succo e la buccia del limone (vi consiglio un limone non trattato sennò v’avvelenate) e lasciateli vivere insieme per almeno 12 ore in un luogo fresco. Più lasciate gli ingredienti a macerare, più la marmellata sarà profumata  e saporita. Io, in genere, per carenza di tempo li lascio insieme 24 ore: una sera preparo, la sera dopo metto a bollire.

 

In prossimo passo infatti è mettere la pentola sul fuoco e portare ad ebollizione, mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno. Lasciate cuocere per circa mezz’ora, dopodiché a voi la scelta: volete lasciare la marmellata con la frutta a pezzetti o la preferite più “liscia”? Se non amate i pezzi, passate il composto con un passaverdura e rimettete sul fuoco per 10 minuti o fino a quando la consistenza non sarà di vostro gradimento.

Io, che sono per le vie di mezzo, ne ho passato un terzo lasciando qualche pezzettino che fa molta scena.

 

Quando la consistenza sarà giusta, e ve ne potrete accertare con la classica prova piattino, imbarattolate in contenitori sterili e con tappi nuovi, chiudeteli e capovolgeteli per far formare il sottovuoto. Se il miracolo del sottovuoto non si manifesta (capita, a volte) dovete far bollire i barattoli per 5 minuti in una pentola alta (i barattoli devono essere tutti coperti) in cui vi consiglio di inserire un canovaccio a protezione. Lasciate poi i barattoli nella pentola finché l’acqua non sarà fredda, a questo punto il sottovuoto sarà apparso.

Forse. Altrimenti dovrete far lo sforzo di mangiarla in tempi brevi.

Io l’ho fatta due settimane fa ed è venuta benissimo. Me ne era avanzata un po’, non sufficiente a riempire un barattolo e ce la siamo sbafata subito come ripieno dei muffin.

Non è difficile, vero?

 

Provatela!!!

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13 giugno 2012 3 13 /06 /giugno /2012 13:24

goth-bride-with-chest-tattoo-birdcage-veil-vintage-copia-1.jpgIo vivo in campagna, oramai lo sapete.

In mezzo ad un bosco per la precisione, anche se la zona non è particolarmente isolata, almeno per i miei standard ovvio.

Nel tempo ho analizzato le varie tipologie di vicinato, così, per capire con chi ho a che fare. 

E anche per mettere sull’avviso i Testimoni di Geova, visto che oramai passano una volta alla settimana Dio solo sa perché.

 

Il vicino pensionato

Sa tutto, conosce tutto e ti fa la spia se il tuo gatto picchia un gatto più piccolo.

Nel mio caso si declina in “vicino pensionato straniero” visto che diverse coppie di cittadini del mondo, una volta pensionati si son venuti a ritirare presso le ridenti colline del Trasimeno. Ottimi per rinfrescare l’inglese e scambiarsi ricette, inutili nella lotta per l’ADSL e il gas metano.  So cuteeee!

 

Il fuoriquota

Che vi posso dire? Ovviamente è LUI.  Sì, lui.

Ossessione mia e curiosità generalizzata, ha parcheggiato il fuoristrada fuori dal cancello il primo giorno di neve a febbraio e non l’ha mossa mai più. Non ci credete? C’ho le prove.

Come se non bastasse, ha messo all’inizio del vialetto d’accesso una riproduzione delle teste dell’isola di Pasqua fatta da lui. Perché? 

Forse dovrei chiamare Giacobbo. O portargli davvero i muffin.

Morboso.

 

Il rais del quartiere

No, non è il mio gatto. E’ il vicino che sa tutto di tutti, conosce, supervisiona organizza.

Ha i numeri di telefono di tutti, è in contatto con chiunque (anche con Dio) e quando lo incontri spesso ti parla di vicini di cui ignoravi l’esistenza. Utilissimo nei piccoli momenti di crisi, tipo il riempimento delle buche della strada o lo spazzaneve risolutivo, ti chiedi sempre cosa andrà a dire di te agli altri vicini. Ah, nemmeno lui sa niente di più sul vicino misterioso.

Indispensabile.

 

Il vicino della domenica

Molti di quelli che hanno casa vicino a me, sono vicini della domenica.

Vengono solo d’estate, specie nel fine settimana ma non sempre, fanno casino, non sanno nulla di quel che accade e spesso non fanno la raccolta differenziata, buttando tutto nell’umido.

Che l’IMU li colga!

 

La famiglia media.

Parte la mattina, torna la sera.

Non li vedi, non li senti e li incontri solo per eventi eccezionali tipo la spalatura della strada causa neve inaspettata (no, da noi lo spazzaneve manco morto). E in quei casi lì scopri che ce en sono diverse, sono solo troppo impegnate e incasinate, come te.

Consolante.

 

In tutto questo bel caravanserraglio di gente, non tanta, ma bastevole all’esser chiamata gente, io mi chiedo: perché, perché, perché se si rompe una tubatura sulla strada se io non faccio la segnalazione non la fa nessuno? Mai! Una volta ho visto un tubo rotto di sabato mattina, partendo per il fine settimana. Volevo telefonare, ma l’Amoremio mi fa: “Ci penseranno i vicini!”

COL CAVOLO!

Sono tornata la domenica sera e ho visto il mio gatto pescare trote per la strada dall’acqua che c’era. Non posso vedere questo spreco ingiustificato, il fosso della strada pieno di acqua potabile che finisce diretta nel lago. Chiamare il servizio emergenze della società dell’acqua è gratis ed è scritto all’inizio della bolletta.

NON E’ DIFFICILE.

E’ un numero verde.

E’ gratis.

Perché tocca sempre a me chiamarli????

Ma il senso civico??? Dov’è???

E voi della società dell’acqua, invece di metterci una pezza ogni due mesi, perché non l’aggiustate bene?????

Non voglio essere pesante, però ODIO vedere lo spreco.

 

Oddio, sto diventando una casalinga disperata???

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6 giugno 2012 3 06 /06 /giugno /2012 18:17

 

Dormivo placida e coccolata, beata nel mondo dei sogni.

Dormivo bella tranquilla, senza nemmeno brutti incubi da ammaestrare o nani da giardino da evitare. Poi, all’improvviso, sento l’Amoremio che scatta sul letto, prende gli occhiali dal comodino e si tira su.

Bruscamente, molto bruscamente.

 

“Amore, ma che c'è?” ho chiesto col cervello ancora mezzo addormentato.

“Shh! Ho sentito un rumore... dalla cucina!”

“Ma dai… avrai sognato, vieni a letto! Non è scattato nemmeno l’allarme…”

“Shhhh! Ti dico che ho sentito un rumore.”

E si alza con la sicumera tipica del mio gatto quando esce e deve fare il giro del terrazzo tutto baldanzoso per controllare che qualche competitore gli abbia lasciato pisciatine nei dintorni.

E così l’Amoremio, prende, accende la luce e sale su in cucina, lasciandomi sola in camera, mezza addormentata e vulnerabile come la protagonista con le tette grosse dei film horror americani.

E anche con un leggero senso di panico, specie ricordando la visita ricevuta quando ancora vivevo con i miei genitori.

 

Mi rendo conto che Nevruz accanto a me ronfa alla grossa, ignaro e menefreghista come al solito, con la testa rovesciata e le zampe davanti agli occhi. Povero. . Ma i gatti non sentivano il pericolo prima?

Dopo cinque minuti d’orologio ecco ricomparire l’Amoremio, concitato e con in mano un Miracle Blade da trenta centimetri.  Sì, quello dello scarpone dello chef Tony.

“Tutto a posto?” chiedo.

“In realtà...”

“Cosa?”

“Ecco, ho trovato il gancio della finestra della cucina aperto. Noi non lo lasciamo mai aperto” mi guarda in cerca di rassicurazione.

“No, in effetti io non la apro mai quella finestra, è scomoda e...”

“Dici che dei ladri hanno cercato di entrare in casa nostra?”

“Eh. Mi sa.”

“Se non mi svegliavo…”

“Se non ti svegliavi suonava l’allarme.”

 

Abbiamo girato un po’ per casa, attoniti e strainiti. Abbiamo acceso le luci esterne, guardato fuori dalla vetrata del portone, rimirato per cinque minuti il lampeggio dell’allarme che indicava “tutto ok” e poi siamo tornati a letto.

Senza chiudere occhio.

In tutto ciò, il mio gatto è rimasto fermo lì, immobile e placido.

Beato.

 

Ecco, tutto ciò succedeva tre notti fa e da allora abbiamo dormito ben poco.

Magari non è nulla, magari quella finestra l’avevo sganciata io.

Ma magari anche no, e l’idea che sconosciuti non invitati entrino in casa mia per farsi una passeggiata (o peggio) non mi fa stare tranquilla. Certo, è logico, ma anche molto banale: quante ne succedono oggi? Ma ceppo di coltelli Miracle Blade a parte, mi sono sentita molto vulnerabile.

La casa dovrebeb essere un posto in cui sentirsi sicuri, ma oggi non è più così ed è la cronaca nera che ce lo insegna.

Ma è giusto? E' logico? E soprattutto... ci si convive?

 

Mi serve assolutamente un’arma da tenere in casa, magari comoda e maneggevole, con un funzionamento tale che non rischi di farmi male.

Ecco, ce l’ho!

Idea!

 

Dove si compra una mazza da baseball?

 

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25 maggio 2012 5 25 /05 /maggio /2012 13:06

Ho sempre sofferto di emicrania, sempre, dall’adolescenza in poi.

Tale e quale mia madre, dicevano tutti.

E vabbè, uno ci fa l’abitudine, ci sono cose peggiori, no? Una pasticchetta e passa tutto.

Vero?

No, non più. Le mie emicranie sono peggiorate.

La più terribile è durata nove giorni. NOVE.

9

N.O.V.E.

Nove.

Avete idea di quanti sono nove giorni di mal di testa? Non finiscono più.

Un buco nero di dolore, una sensazione così tremenda che mi risulta difficile da raccontare. Chi non soffre di mal di testa (cronico? Lo posso definire cronico? No, via, non lo voglio dire.) non lo può capire. Sembra che la terra si apra e voglia inghiottirti. I colori sono meno luminosi, o lo sono troppo. L’umore raggiunge minimi storici e cominci ad odiare anche i passanti. Inizi a comprendere i serial kille, anzi ponderi l’idea di unirti al club.

Ogni tipo di droga lecita è stata inutile: anche il synflex ha fallito. Pure il famoso moment act.

Tutto.

Poi, mi sono svegliata una mattina ed era passato

Proprio quando stavo pensando di contattare qualche spacciatore meglio rifornito del mio farmacista.

Completamente, di botto, senza preavviso.

Sono andata dal mio medico di base per farmi prescrivere le analisi annuali e le ho raccontato l’episodio.

Lei, bravissima e gentilissima come sempre, mi fa: “Ti auguro che non succeda più, ma se ti ricapita compra il magnesio e prendine due bustine al giorno

Io l’ho guardata come se mi avesse detto di scendere in guerra con la fionda: come può funzionare un misero integratore dove hanno già fallito e fallito cazzutissimi FANS?

Magari non ti fa nulla, ma a volte risolve” ha aggiunto scribacchiandomi un nome per promemoria.

 

Cazzo, funziona.

O meglio, su di me funziona, non voglio dire che valga per tutte le emicranie, ma su di me funziona.

Non so perché, ma funziona. Nemmeno il farmacista se lo spiega, ma mi ha detto che è una cura “di moda”.

Sono trendy e non lo sapevo.

Però lo devo prendere sempre, se lo smetto (come ho fatto una settimana fa) torno al via come nel Monopoli.

E infatti oggi sono al terzo giorno di mal di testa.

 

Ma si può prendere il magnesio tutta la vita?

Il farmacista dice di sì, io non so. In realtà vorrei sapere cos’ho, perché ho carenza di magnesio e che fare?

Ma a chi devo rivolgermi? Cioè, c’è un dottore serio che non mi voglia imbottire di FANS o psicofarmaci?

No, perché io non ne conosco e le mie ultime esperienze non sono belle.

 

Io, intanto, prendo un’altra bustina…

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17 maggio 2012 4 17 /05 /maggio /2012 13:20

526746 280171072073602 102675069823204 601928 1886821356 nIeri sera è finita la tre giorni di Fazio e Saviano su La7.

Lontana inevitabilmente dai numeri di Vieni via con me, la trasmissione, con i suoi pro ed i suoi contro, è stata bella ed interessante.

Certo, l’idea delle tre serate consecutive non è che sia stata proprio geniale (“E’ una prova di resistenza, peggio che una messa neocatecumenale!” ha sentenziato l’Amoremio), l’avrei preferito diluito un giorno a settimana, anche per i diversi spunti che ti lascia in testa questa trasmissione.

Ma tant’è, forse  per motivi di budget, tempo o chissà che cosa, tutto è già finito.

Se Vieni via con me era stata  la trasmissione degli elenchi, in questa si doveva portare una parola. Non una parola qualunque, ma una a cui si vuole bene, a cui si tiene in maniera particolare.

Che parola scegliere?

Che parola avreste scelto voi?

Non facile come sembra, questo è sicuro.

All’inizio avevo pensato a “perplimere”, una parola che di certo  esprime con coerenza lo stato della cultura in Italia.

 

Ma, siccome ho un buon carattere, alla fine ho scelto FASTIDIO.

Ed ora vi spiego perché.

 

Ieri, parlando con un gruppo di gente eterogeneo, non so come mai siamo arrivati a parlare di baci tra persone dello stesso sesso. Due uomini, due donne, non cambia nulla, e non cambia nemmeno il contesto pubblico o privato. Il commento generico e più accreditato, con tanto di bocca a culo di gallina è stato “Mi dà fastidio”, seguito a ruota e mascherato anche dal più  bieco: “Non saprei proprio come spiegarlo a mio figlio!”.

 

Fastidio.

 

Sì, fastidio.

Come un prurito, una puntura di zanzara. Un piccolo malessere che se trascurato porta alla gastrite.

Fastidio è la collega che nell’openspace canta a mezza voce dalle otto alle sei, smettendo solo in pausa pranzo. Se non vi sembra fastidioso, vi informo che ha un repertorio ampio, dalla Carrà ai canti gregoriani, passando per Peppino di Capri.

Fastidio è quando una cosa ce l’hai proprio sulla punta della lingua, la vorresti dire e urlare ad alta voce e invece te la devi ingoiare per quieto vivere.

Fastidio è vedere gli zingari accampati sul suolo pubblico con dei macchinoni che non potrai mai permetterti in tutta la vita mandare bambini di 5 anni a chiederti l’elemosina, sporchi e malnutriti, senza nessuna possibilità di alfabetizzazione e integrazione.

Fastidio è il ciangottare di certi colleghi, che fino a ieri erano tutti un Forza Silvio e ora, lungi da ammettere colpe o difetti ce l’ha con tutti i politici indistintamente. Inutile dirgli che è troppo facile, non serve a nulla se non a farti sembrare immaturo.

Fastidio è andare a fare benzina, e vedere il prezzo lievitare senza nessuna causa apparente. E mentre metti i soliti 20 euro vedere la ragazzina straniera poco più che in età puberale sotto il lampione in attesa di clienti.

 

Ma fastidio non lo possono dare due persone che si vogliono bene e che se lo dimostrano.

L’amore non può essere fastidioso.

E nascondersi dietro al dito della tutela dei minori è disgustoso. 

  

Forse loro dovrebbero tornare bambini…

 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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