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25 ottobre 2011 2 25 /10 /ottobre /2011 07:25

Si possono chiudere almeno un paio di finestre? Giusto un paio, eh…
Ma così si cambia l’aria!
Ok, ma un paio d’ore mi sembra sufficiente.
Eh, ma c’è cattivo odore.
E’ quasi novembre, abbiate pietà.
Ma è caldo.
Ho capito, ma stiamo in una galleria del vento!
(E poi m’incricco la schiena, anziana…)

 
Hai visto la fiction su RaiUno?
No.
Gabriel Garko?
No.
Io Canto?
No.
C’è posta per te?
No.
Ieri sera è ricominciato pure il Grande Fratello, eh.
Ah.
Ma tu non la guardi la televisione?
Non queste cose.
Non è che si può essere sempre intellettuali e seri, eh!
Non è che si può guardare sempre la meXXa, eh!
(Scusate la trivilità, ma me le cavano di bocca)
 
 
Posso spegnere la luce?
Ma è buio!
Eh, ma mi da fastidio il riverbero del neon sul compuiter!

E poi ti può far luce lo schermo, no?
(Sì, così già che son miope con l’occasione divento cieca!)

 
Che fai, mangi?
Un crack…
Stai sempre a mangiare, poi non lamentarti che sei grassa.
(Sono una signora, preferisco tacere)
 
 
Eh, povero Silvio ce l’hanno tutti con lui.
Come se gli altri fossero meglio.
Magari sono solo un po’ invidiosi di lui.
Ihihihihih!
Ma non diciamo cazzate.


(Un bel silenzio non fu mai scritto.)
 
 
Volete sapetre in quanto tempo ho raccolto queste perle?
Otto ore.
Otto ore lavorative.
E tralascio le ulteriori rotture di palle quotidiane che derivano direttamente dal mio lavoro e che senza soluzione di continuità investono la sottoscritta come un fiume in piena.
Non va bene. Non sono abbastanza zen.
Non ho abbastanza pazienza.
 
Se una mattina vengo in ufficio con un’arma qualsiasi e faccio una strage, io l’avevo detto…

 

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24 ottobre 2011 1 24 /10 /ottobre /2011 07:47

Il giorno dopo l'uccisione di Gheddafi.
Interno giorno.
Ufficio open space medio di una azienda media.
Tutto molto medio.

Avete visto lo speciale di Porta a Porta su Gheddafi? Agghiacciante!
Non guardo Vespa nemmeno se ci va mia sorella.
Eh, bèh. Ma era ora!
Almeno la piantiamo di spender soldi per mandare i soldati laggiù.
Venale!!
Ma vabbè, che venale...
Ma avete visto come l'hanno conciato?
In effetti.
Ma se l'è anche cercato!
Era un dittatore!
Va bene, ma poveraccio... la morte è sempre la morte! Io ho compassione.

Momento di silenzio 

Era un dittatore!
Non è che lui davanti alla morte e alla miseria degli altri c'abbia mai avuto compassione!
Ho capito, ma pensare che solo un anno fa se ne stava bello in Italia a fare festa... a me fa compassione, che posso farci?

Momento di silenzio 

Attento che l'amico suo magari è il prossimo.
Se siamo fortunati.
Già.

Momento di silenzio pesantissmo

Caffè? Chi vuole il caffè?


A voi indovinare quale di queste voci sia stata mia.

Non pretendo che tutti la pensino come me, né che tutti gli abitanti bipedi della Terra la pensino come me. Ma un minimo di decenza e buon senso è chiedere troppo?
Evidentemente sì.

La prossima volta gli tiro la pinzatrice in testa...

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22 ottobre 2011 6 22 /10 /ottobre /2011 17:17

Sono viva. No, volevo dirlo per tranquillizzare i pochi sparuti lettori del mio blog. Sono viva e vegeta, ma vegeto appunto in un limbo fatto di poche parole e molti pensieri.
Cosa dovrei dire, cosa potrei raccontare?
Quando mi prendono giorni così, la mia testa affollata di pensieri non riesce a trovare una direzione che la possa portare fuori dal labirinto.
Annaspo.
Affogo, forse.

O forse mi sento solo incompresa.

Dovrei essere più felice, nulla mi manca per esserlo. O almeno, ammetto di avere molto per cui essere felice, ma è come se me ne mancasse la volontà. Dovrei essere felice e spensierata, non mi posso proprio lamentare.
No.
Forse sarà l'autunno, non lo so.
Magari sarà la crisi o il buco nell'ozono.
Oppure la assoluta scansione del tempo che passa e che mi risuona in testa come una campana rotta. A gennaio saranno 36 e non ho fatto nulla di quello che avei voluto.

Sì, lo so. Saranno 36 3 non 63 ed anche nella seconda ipotesi tutto si può ancora fare.
Finché c'è vita, c'è speranza.
Certo, come no.
E se non ne avessi la capacità?
Se non fosse così che deve essere?

Magari domani sarò ottimista e prolissa.
Magari domani sarà un giorno pieno di luce e buone prospettive.
Ma oggi mi sento una macchina parcheggiata nella piazzola di sosta dell'autostrada in attesa del meccanico, che all'orizzonte proprio non appare.

Arriverà?

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17 ottobre 2011 1 17 /10 /ottobre /2011 19:17

Sabato pomeriggio l’ho dedicato al cambio dell’armadio. Impresa viepiù titanica se si considera il fatto che sono allergica alla polvere più di Superman alla kriptonite.

E insomma così, un po’ gonfia e un po’ sollevata, alla fine dell’operazione mi son fatta una tazza di tè alla mela e mentre si preparava mi sono messa a cazzeggiare su Facebook. E da lì ho capito che qualcosa stava succedendo, qualcosa di grave.
Ho acceso SkyNews  e le immagini di Roma mi son balzate agli occhi nella loro violenza.
Mai giusta.
Mai condivisibile.
Però.
 
Viviamo tempi complicati, in cui qualcosa si è rotto nel meccanismo delicato della società. Annaspiamo, non crediamo più, abbiamo solo nemici: il più povero, il diverso, l’altro. Poco rimane dopo la dose quotidiana di televisione ed è facile sentirsi sconfitti e schiavi della casta.
Ma non siamo burattini.
Nonostante quello che possano farci credere la politica non è una cosa sporca, inutile, una cloaca di gente senza morale.
La politica siamo noi. Noi decidiamo. Noi mandiamo la gente a governare l’Italia. E se facciamo una pessima scelta, possiamo cambiare la prossima volta.
Noi siamo le istituzioni, e se vanno male e non ci piacciono la colpa è solo nostra.
La politica siamo noi, ma non solo il giorno delle elezioni.
SEMPRE.
Possiamo parlarne, possiamo litigarci su, non dobbiamo abbandonarla in nome di è tutto uno schifo.
Magari sarà pure così, ma la colpa di chi è? Nostra. Nostra che abbiamo abbandonato il paese agli squali, senza verificarne l’operato. Senza stare con le orecchie dritte, senza scandalizzarci davanti alle mezze leggi, alle finte promesse, alle laute mazzette.
Dove eravamo?
Forse davanti alla televisione, o a metter lo smalto, non lo so.
La casta? La casta siamo noi, che scambiamo il nostro voto per un favore, che ci facciamo infinocchiare dalle false promesse.
Le istituzioni? Latitano? Colpa nostra!
Cambiare! Vigilare!
Informarsi anche in modi diversi dal TG1, non accontentarsi, scavare anche se all’inizio non è divertente come vedere Paperissima Sprint.
E’ il nostro futuro, dipende da NOI.

Nel momento in cui facciamo spallucce, ce ne freghiamo, scuotiamo la testa e affoghiamo in Uomini&Donne, LORO hanno già vinto.
 
La politica siamo noi e forse (anzi certamente) quello sparuto gruppo di idioti che ha dato fuoco  ai blindati dei Carabinieri e messo a ferro e fuoco un quartiere esautorando il valore di una manifestazione globale se lo sono scordato. O forse non l’hanno mai saputo. O sono stati pagati per dimenticarlo.
Oggi ci svegliamo e scopriamo che il mondo non è come ce lo dipinge la televisione. Ed ecco gli indignados, mutuati dalla Spagna e sparsi in tutto il mondo grazie a Facebook come semi della rivolta del millennio. Chiedono lavoro, un futuro, la fine del predominio della finanza sull’economia.
Ma in Italia si parla solo di quella manciata di idioti che sarebbero avanguardia di un fallito golpe della sinistra.
Magari, ma no.
 
Ma il futuro va riconquistato. Va costruito mattone su mattone, ogni giorno, senza abbassare la guardia.
Nessuno ce lo regala, nessuno.
Non voglio credere che nel 2012 finirà il mondo, ma inizio a credere che possa essere un punto di svolta, di rinnovamento. Il mondo come lo conoscevamo sta morendo, è ora di cambiare. Il mondo può cambiare, con la giusta presa di coscienza, con la giusta forza.
 
E voi, siete pronti?

 

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13 ottobre 2011 4 13 /10 /ottobre /2011 13:52

Ognuno ha il suo sacrosanto scheletro nell’armadio.
Ben nascosto, certamente, e molto personale. Chi non vuol far sapere che hai sei dita sul piede destro. Chi si fustigherebbe piuttosto che far sapere in giro che si nutre solo di Fonzies quando è depresso. Oppure persone che nella vita fanno lavori onorevoli e la sera amano mangiare da una ciotola.

Uno scheletro è pur sempre uno scheletro, ed è bene che resti segreto.
Il mio tuttavia non riesce a rimanere confinato, perché i miei genitori lo sbandierano a destra e manca. Quindi, meglio togliersi il dente e confessarlo: alle scuole medie facevo la majorette.
No, non la Cheerleader, quella gnocca dei film americani che è la reginetta della scuola. No. La majorette. Noi ballavamo sulle musiche della banda del paese, avevamo orride uniformi con una penna perpendicolare alla testa sul cappello e terribili coreografie degne di una carovana di elefanti.
Il mio incubo era essere riconosciuta durante una performance o, peggio, essere ripresa dalla tv mentre sfilavamo per carnevali di ignoti paesini o sagre paesane assortite. Ma in ogni caso, mio padre pensava bene di riprendermi SEMPRE con la telecamera, a futura memoria.
Quegli anni da incubo sono finiti, grazie a Dio, ma mio padre (sadico) non perde occasione per tirare fuori i VHS e prendermi beatamente in giro. Li ha tirati fori anche alla prima cena ufficiale con l’Amoremio perché lui deve sapere in che guaio si ficca
Bene. Bravo. Bis.

La morte di vecchiaia del videoregistratore ha sancito la fine della tortura.
O così credevo.
Almeno finché D-Mail non ha deciso di selezionare proprio me tra tutta la blogosfera per testare un nuovo, innovativo ed infernale aggeggio: Doctor Video.

Vista la vecchiezza molesta dei VHS, superati in corsa dai DVD, superati (quasi) dal Blu-Ray, l’apparecchio consente di digitalizzare i vecchi supporti e depositarli con grande delicatezza (e facilità) su scheda SD, memoria USB o nell’hard disk. 
Doctor Video ha proprio tutte le diavolerie che piacciono all’Amoremio, che se ne è innamorato seduta stante: HDMI, volume ridotto, facilità d’utilizzo (“Lo puoi fare persino tu!“Mi ha detto. Grazie, eh!). Inoltre i filmati possono essere rivisti direttamente su Doctor Video, che è dotato anche di un piccolo player.

Doctor Video è in vendita su D-Mail e chi lo compra può vincere una Fiat 500 ad estrazione o, partecipando a “VideoRacconta” e caricando il suo miglior video su www.doctorvideo.it, un Ipad2.

In un attimo casa mia è diventata lo studio di un fotografo, con parenti ed amici che riesumano vecchi VHS con matrimoni, battesimi, saggi di danza, imbarazzanti filmati anni’80 e altri ricordi obbrobriosi.
Ma mia madre, oltre alle orride majorettes, ha anche ritirato fuori il VHS del suo matrimonio (precedentemente in Super8 e quindi alla sua seconda coraggiosa conversione), il mio diciottesimo compleanno e i capelli che portavo, le vacanze al mare e mia nonna. 
Ricordi, dolci ricordi.
Piccole schegge di memoria che credevi persa.
Ricordi.
La mia nonnina che non c’è più. 
Mi guarda e mi sorride dal monitor, passeggiando dal giardino col suo cagnolino che le salta intorno. Poi si siede accanto a me e mi bacia la testa. Lo so che è sciocco, che è morta da cinque anni e che dovrei farmene una ragione, ma vederla così, sul mio computer, mi  commuove nel profondo. Sapere che posso vederla sempre, mi fa stare meglio.

Certo, ho con me anche le majorettes, ma vabbè…

“Amore, non te ne innamorare, mi raccomando. Tra 30 giorni se lo vengono a riprendere!”
“Forse. Oppure no. Magari, se i tuoi lettori commenteranno e condividerano il tuo post lo vinci!”
“Sì, vabbè…”
“Amore, sei o no la più brava scrittrice che conosco? Puoi farcela!”
“Amore, sono l’unica scrittrice che conosci!”
“Disfattista!”

Voi magari però intanto commentate e condividete: non si sa mai…

 

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12 ottobre 2011 3 12 /10 /ottobre /2011 07:51

Cara Tre,
 
ti scrivo perché anche se stiamo insieme da meno di sei mesi ed il nostro rapporto è tutto da costruire (non ho ancora conosciuto il tuo call center, per dire), io un po’ di bene te lo voglio. Anche se fai delle pubblicità così brutte, ma così brutte che anche il sorriso di Raul Bova sembra quello del fruttivendolo ottuagenario sotto casa mia. 

 
Ti voglio bene perché mi hai salvato dall’oblio telefonico con celerità, dopo che la causa con quei grandissimi @##*!*# della Vodafone mi aveva lasciata sì vincitrice, ma senza un contratto di telefonia mobile. E poi, diciamocelo, sei conveniente e questo mi ti rende molto più attraente.
Ma cara, cara, carissima Tre se non vuoi che io sia costretta a recidere questo bel legame che ci lega BASTA PUBBLICITA’.
All’inizio erano timidi sms pubblicitari, discrete indicazioni, sfuggevoli consigli. Ma nelle ultime ventiquattro ore mi hai proposto:


- La Carta American Express con il portacard Momodesign (come vivere senza?)

- Fifa 2012 che è finalmente qui (perché notoriamnete io senza pallone sto male, sìsì.)

-
Crazy Vibes, il nuovo singolo della cantante belga Selah Sue (ma chi è?? Illuminatemi!!)

-
Lo sport su Sky (grazie, questa piaga d’Egitto già ce l’ho)

-
Una sestina VINCENTE per il SuperEnalotto (quasi quasi…)

Il tutto tramite sms che arrivano nelle ore più impensate, ma specialmente quando sono impegnata in qualcosa di interessante tipo scaricare i sacchetti della spesa o inseguire il gatto o facendo la doccia. Che poi l’Amoremio non ci crede più che son messaggi pubblicitari, magari pensa pure che c’ho l’amante e che assomiglia a Raul Bova.
 

Sì, vabbè…
 

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11 ottobre 2011 2 11 /10 /ottobre /2011 07:31

Ci sono giorni complicati.
No, mi correggo. Ci sono periodi complicati.
Periodi in cui la tua vita semplicemente ti si ribella contro.
Corri, corri, corri ma non arrivi a fare nulla.
Un esempio? Sono corsa come una pazza attraverso la città per portare ad aggiustare la macchinetta del caffè, strumento indispensabile per lo svolgimento normale della vita civile. Ovviamente il negozio  chiudeva in un orario incompatibile coi miei impegni d’ufficio e sono arrivata giusto in tempo per mettere un piede sotto la saracinesca che stava chiudendo. L’uomo aggiusta-tutto mi ha guardata come fossi un ratto ma io ho sfoggiato la mia espressione più lacrimevole e devo avergli fatto davvero pena perché m’ha fatto entrare e mi ha aggiustato subito la macchinetta.
Che uomo.
Che brava, io, eh?
Peccato che io l’abbia fatta aggiustare da un difetto immaginario, lasciando quello vero perfettamente mal funzionante. Almeno così mi ha fatto notare l’Amoremio al mio ritorno a casa.
Sono o no la più forte?         
 
E’ che questo è il guaio di fare mille cose e di lottare per farle tutte, ma proprio tutte.
 
La mia casa urla invettive in uzbeko perché necessità attenzioni e manutenzione che non riesco a darle per mancanza di tempo e voglia, ed il suo portavoce nefasto è il tuo gatto che miagola disperato perché vuole coccole. Giusro che se sento ancora dire da qualcuno che i gatti sono anaffettivi prendo un badile e li seppellisco vivi.
Forse era meglio un cane, per dire.
 
Ho una vagonata di scartoffie da riordinare, dividere, mettere a posto, esaminare.
TUTTE URGENTI.
Ma vegetano a casa, in uno scatolone poco ordinato e molto impolverato.
Chi me le guarda?

Anna Karenina mi guarda disperata dal comodino, aspettando da circa un mese il momento topico e drammatico della gettata sotto il treno. inutilmente. sSono inchiodata allo sbocciare dell'amore tra Levin e Kitty e non riesco a far progredire le loro vicende.
 
Il lavoro, il mio secondo lavoro, il mio terzo lavoro.
TUTTI vogliono giustamente qualcosa da me e l’unica cosa che il mio cervello riesca a  fare è cercare di immaginare come ottenere una clonazione stile pecora Dolly.  Perché le ore sono giustamente solo 24 in una giornata e almeno 5 ne devo dormire. Assolutamente.
 
Ma poi nell’ordine dovrei:

 

  • Costruire una piccola serra nel sottoscala e riporre tutte le mie piante grasse che da sabato rischiano la morte per congelamento
  • Chiamare le mie amiche o almeno mandargli una mail per fargli sapere che a) sono viva b) voglio molto bene a tutte loro c) mi sto per esaurire come il deodorante per ambienti al bagno
  • Preparare il liquore alla liquirizia  che è finito
  • Dare la giusta e necessaria attenzione al mio gatto. E al mio partner, anche.

 
Tuttavia il mio problema è ben altro.

 

Non è che non ho tempo, né che sono esaurita: fino a poche settimane fa facevo tutto col sorriso.
E’ che non ho voglia.
Non ho voglia
N-O-N H-O- V-O-G-L-I-A.
 
E allora?  Che si fa?

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10 ottobre 2011 1 10 /10 /ottobre /2011 13:13

Che tipo di gente si iscrive ad un sito di incontri on line?
Mitomani? Pazzi? Potenziali stalker? Donne ninfomani? Lascivi playboy? Oppure approfittatori ambosessi in attesa di trovare un pollo da spennare? Questo Andrea si chiede seduto al tavolino di un bar appena fuori città. Uno di quei posti appartati che sanno ancora di paese.
Lo ha scelto lei, Luna, la prescelta tra tutte le donne con cui si è scritto in queste settimane che son diventate mesi.
Non uno di quei posti fighetti, senza cuore e con i camerieri spocchiosi che ti guardano come se fossi un pezzente inutile. un posto semplice, alla mano.
E dove sanno fare lo spritz come Dio comanda aveva aggiunto lei.

E se ci fossero dei potenziali serial killer tra i clienti dei siti di inconri on line? Delle pazze? Certo, sono siti a pagamento e quindi in teoria più selettivi. Però chi può dirlo?
Se pure Luna (una che si fa chiamare Luna vi sembra normale?) fosse schizzata, magari paranoica o con una motosega sotto il letto? Oddio, a dir il vero nemmeno Raffaella, la sua ex, era eccessivamente normale e lei l’aveva conosciuta a casa di amici. Per dire.

Batte il piede contro la gamba del tavolino e aspetta.
E’ arrivato in anticipo ed indossa la sua maglietta preferita, quella viola a strisce.
Come ci riconosciamo? Porto una rosa?aveva chiesto la sera prima, già preoccupato all’idea di rimanere imbambolato con una rosa in mano al centro di un locale.
Oddio, no, dai! Che banalità!! E poi mica siamo Meg Ryan e Tom Hanks!!! Aveva scherzato lei. Divertiamoci!
Dopo proposte impossibili (Un cappello da alpino in testa? Una cravatta con Paperino? Un San Bernardo al guinzaglio?) erano addivenuti alla logica conclusione: la maglietta preferita di Andrea.
Ed io? Come ti riconosco?Aveva protestato lui.
Tranquillo, ci penso io.
Fine della discussione.
Chiusa la chat.
Bel lavoro.
 
Ecco qui. Tutto in mano a leipensava Andrea tamburellando nervosamente le dita sul tavolo. Se lei dopo due mesi di chiacchiere virtuali (chattare, che brutta parola. Lui poi odia i neologismi) attaccati dietro un sito di incontri seppur onorevoli e divertenti, lo  avesse scaricato sul colpo?
Oppure peggio: se entrando e vedendolo da lontano se la fosse data a gambe?
Bella prova, Andrea, complimenti! Sembri un liceale al primo appuntamento.
Viene riscosso dai suoi pensieri all’improvviso da una mano che gli tocca la spalla.
Scusami, sei tu Andrea? Mi dispiace per il ritardo, io sono Anna… anzi, Luna!

Ed eccola lì, Luna. Cioè Anna.
Tranquilla, sorridente, bella nei suoi jeans.
Allora, che prendi? gli domanda con un sorriso.
 
E ora?

 

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29 settembre 2011 4 29 /09 /settembre /2011 16:33

mi son svegliato eeeeeeeee sto pensando a teeeeeeeeeeeee! Fa poco fashion dire che sono cresciuta con 'Equipe 84 e Maurizio Vandelli (che secondo me è un vampiro come quelli di Twilight?)

…andare al bar e ordinare un caffè. Semplice. Senza zucchero. Tranquillo.  E accanto a me una ragazzetta taglia 38 scarsa ordina ed addenta un bombolone con la massima tranquillità, come se fosse d’uso scrofanarsene uno al giorno e anzi fosse consigliato dai dottori. Devo commentare? Senza ciccia. Senza nemmeno un brufolo. Se c’è una giustizia al mondo, come minimo appena esco da questo bar lei va al cesso a vomitare anche l’anima.

andare in libreria anche se non si può comprar nulla. Un po’ per fare un regalo ad un’amica, un po’ perché aggirarmi in libreria mi regala attimi di quiete e gioia. Medito di infrangere il mio fioretto per un libro che mi incuriosisce molto, tanto il mio desiderio non si avvererà mai e allora che senso ha vivere senza libri? Cioè, non proprio senza, però… mentre sono immersa nei miei pensieri mi passa accanto un signore sui cinquanta in perfetta tenuta da manager. Acchiappa la commessa e gli chiede: “Mi dà un libro che ha vinto qualche premio importante?”.  Se esistesse Dio e ci fosse una giustizia divina, tipi così che comprano libri per metterli in bella mostra in soggiorno dovrebbero essere inceneriti da un fulmine. Al chiuso. Idiota. (Ndr. non ho infranto il fioretto, me ne sono andata dal disgusto)

più stai attenta e meno ci capisci.  Mi sono gonfiata la faccia. Non tutta. Mezza. Il lato destro, per essere precisi. Perché? Non lo so. Mi arrendo.

tanti auguri a te!!!! Oggi è il compleanno di Berlusconi. Silvio. Il nostro amato premier. Il. Nostro. Premier. Compie 75 anni, età in cui io percepirò il mio primo assegno della pensione. Forse. Se faccio la brava. Chissà se la Minetti vestita da suora stasera uscirà dalla sua torta di compleanno. In ogni caso, ma vaffanculo và.
 
E tutto questo oggi.
Di giovedì.
29 settembre.




Per fortuna domani è venerdì…

 

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23 settembre 2011 5 23 /09 /settembre /2011 18:39

L'Amoremio ha tante doti e tante qualità.
Ad esempio è un cuoco unico, un informatico provetto, un esperto vero di tecnologia, un uomo dolcissimo.
Ma per l'amor di Dio non mettetelo MAI nella condizione di dover entrare nel regno fatato del fai-da-te e del bricolage. Non parlo di costruire mensole o montare un armadio da 12587 pezzi. 
Parlo di cose basilari.
Parlo di montare tende.
Parlo di appendere quadri.
Avete presente chiodi e martello? Ecco, io già tremo perché so che un pezzo di intonaco cadrà a terra sbriciolandosi in molecole infinitesimali e che imparerò parolacce nuove.

Immaginate il mio terrore quando l'Amoremio mi ha annunciato tronfio: "Io e tuo padre sistemiamo l'impianto di irrigazione del giardino!". Silenzio di tomba.
Perché, sappiatelo subito, mio padre è peggio di lui. L'Amoremio ha la coscienza di non saper fare le cose e non ci prova nemmeno. Mio padre invece si sente di saper far tutto, ma in realtà è un disastro unico. Ha montato i rubinetti della mia cucina al contrario, per dire. E' un ex ragioniere in pensione che si sente il re del fai-da-te . Mi sono spiegata?
Ecco, ora capite il mio terrore.

In effetti la mia idea iniziale era quella di mettermi ad urlare come una pazza per tutto il giardino finché i due folli non fossero rinsaviti. 
Poi però è intervenuto lui, mio cognato.

Sì, lui, vero mago e genio visionario del bricolage c'ha messo le mani ed ha trovato una soluzione ottimale. O meglio, ha steso un vero e proprio piano d'azione in due mosse per neutralizzare il potere distruttivo dei due.

Primo: ha messo seduti i due inabili davanti al PC e gli ha mostrato tutta una serie di interessanti tutorial (che grande invenzione!!!!) sui più disparati argomenti che spiegano i grandi/piccoli lavoretti in casa con pazienza e soprattutto passo passo, con dettagli tecnici a cui i nostri non avevano pensato nemmeno alla lontana. All'inizio mio padre era recalcitrante, ma poi si è dimostrato il più entusiasta verso questi nuovi mezzi di informazione. Non si era ancora alzato e già favoleggiava con l'Amoremio di pubblicarne uno loro. Certo. oggi le comiche. Vabbè.

 

 

Secondo: li ha portati da Self Italia a comprare tutto il necessario, approfittando delle occasioni che ci sono sempre, ma in questo periodo di più visto che in questi giorni si festeggia il compleanno di questa catena. Pare esista da 27 gloriosi anni, e non è poco. Sono tornati carichi di arnesi ed utensili di cui non conoscevo l'esistenza. Esausti, ma soddisfatti e caricati al massimo anche grazie alla consulenza di solerti addetti che li hanno indirizzati al meglio. 

Visto che da casa mia non è proprio vicinissimo e siamo lontani dal volantinaggio, l'Amoremio tecnologico ha provveduto a iscriversi alla newsletter ed alla pagina di Facebook per rimanere sempre informato. Questo non fa di lui un bricoleur , certo. Io spero solo che non si tagli una mano o rompa una gamba. E di certo in questo Self Italia ha aiutato sia mio padre che lui. Self Italia  Self 

Fatto ciò i due (con la supervisione di mio cognato) si sono buttati nel lavoro ed hanno costruito un bell'impianto a goccia per le mie piante assetate. Speriamo superi l'inverno e che sia efficace.

O che almeno innaffi un pochino...



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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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