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15 settembre 2004 3 15 /09 /settembre /2004 10:00
Tuoni, lampi, fulmini e saette.
Bello! Mi piacciono i temporali, sì sì.
Cavolo come piove... stanotte il lago cresce di 15 centimetri!

TUMPF!

E' andata via la luce.

Merda.
Ahem...

No, Elisa, non aver paura che ci sono io.
Andiamo a vedere in cantina che magari è saltato un interruttore.
Prendi il cellulare che con la lucetta andiamo in cerca di una candela.
Accendi la candela.
Sì, sì, la tengo io tranquilla che quando andavo in processione io da bambina, tu non eri nemmeno nata!!!

Scendiamo le scale, piano piano.
Oddio, mi sento come in The others.
Brrrr...
No, pare tutto a posto, è un problema di tutto il paesello.
Cazzo, m'è caduta la cera sulle dita!
Ahia, brucia!!! Ma come fa XXX a dire che è erotico?? Mah, mondo di pazzi...
Dai risaliamo e mettiamoci a letto.
Cavoli come tuona.
Illumina a giorno, lo vedo anche con le persiane accostate.
Uff...
Cos'è stato?
Uno scricciolio del legno, ovvio.
O il vento, sì, il vento.
Sono quasi le cinque, che ladro sarebbe uno che viene a quest'ora? E con questo tempo poi!
Uno idiota!
Eh, già.
....
Eh!
Ancora!
Mica può essere un mostro con la motosega accesa in mano... io nemmeno ci credo!
Eh, già.
.....
Ah!!! Aiuto!!!
Che è stato?
Ah... la gatta m'è saltata sul letto.

Frrrrrr, frrrrrrrrr!!!

Sì, miciona, vieni qui. Brava, brava, fammi le coccole.
Ahia! Ma che fai, graffi?
Ok, ti lascio in pace e dormo.
......
........

Elisa? Elisa, ma dormi????

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14 settembre 2004 2 14 /09 /settembre /2004 10:50
L'uomo è la donna sono molto diversi tra di loro, e questo è assodato.
Diversità data dalla cultura, certo.
Dall'educazione, ovvio.
Ma anche dai limiti oggettivi che la natura ci impone.

Tic tac, tic tac...

Proprio ieri ascoltavo lo sfogo malinconico di una mia conoscente, 32 anni, affermato avvocato e carattere indipendente, riguardo al suo fidanzato di appena 26 anni.
Da lui pretende impegno, costanza. pretende che si prodighi per costruire qualcosa, ma non domani. ORA.
Perchè lei di anni ne ha 32 e vuole un figlio e una famiglia.
E tutto ciò lo vuole a breve perchè l'orologio biologico le ticchetta in modo assordante dentro al cervello.
Perciò, ragazzino, impegnati!!!!

NOW!

Bèh, io mi sono permessa, dal basso della mia esperienza, di consigliarle o la calma o una cura di Lexotan, che gli uomini così scappano.
Lo so, detto da me fa ridere. Da me gli uomini (ancora non so perchè) scappano in ogni caso.
Ho tentato di farla ragionare e desistere dai suoi interventi stalinisti contro il povero malcapitato, ma per tutta risposta mi son sentita dire che "Lui ha scelto di stare con una donna più grande e allora deve accettare certe cose"
Ecco.
Ecco, magari in questo sbaglio... devo essere più stronza e mettere l'uomo di turno alla catena.

Tornando al quid, detto tra noi a 26 anni non è che un uomo pensi a farsi una famiglia. Spesso non ci pensa nemmeno una donna...

Ed è questo che mi spaventa.
Mia madre a 28 anni aveva me da portare all'asilo. E non è che io sia sola in questo mio eterno peterpanesimo, tutt'altro.
Intorno a me è pieno di uomini e donne che non sono nemmeno sfiorati dal problema e che vivono felici lo stesso.

Ma immagino sempre mia madre con me per mano...

Ok, erano altri tempi.
La razza umana si evolve. O no?

Se un uomo a 30 anni non vuole impegnarsi, a che età pensa di farlo?
Mai?
C'avrà mai pensato?
E ammesso che una donna voglia avere figli, con chi deve "progettarli"?
Con una provetta?
Siccome siamo come il latte e c'abbiamo una data di scadenza, che faccio, conto sui progressi della scienza per concepire un figlio a 50 anni?

Ma non è che la razza umana finirà per estinguersi?

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6 settembre 2004 1 06 /09 /settembre /2004 17:46
Il tempo passa veloce.
La gente cambia, cresce, si evolve. Quello che è oggi, domani sarà diverso. Anche solo di poco, ma niente sarà mai più come oggi.
Anche se tu non lo sai, il mondo continua vorticosamente a girare sotto i tuoi piedi.

Tutto cambia.
Tutto cambia, anche se all'apparenza tutto è sempre identico.


Te ne accorgi all'improvviso, nelle piccole cose.

Vedi una ruga in più sul viso di tua madre, un segno che ieri non c'era. E pensi che sta invecchiando, che non è eterna come vorresti. Vorresti tenerla stretta e bloccare il tempo come facevano Paul e Nina.

Ma non si può.

Il tempo che corre veloce lo vedi anche negli occhi dei bambini, in quelli vivaci e mobili di mio nipote che quest'anno andrà (recalcitrante) al secondo anno di scuola materna e sembra ieri che è venuto al mondo, urlante e rossiccio.

Il tempo scappa.
Non possiamo controllarlo.

E allora può capitare di vedere un amico caro, compagno di tanti guai, di grosse risate, di belle vacanze, vestito di tutto punto il giorno il giorno delle sue nozze

E un groppo grosso sale in gola a vederlo così, un magone che nemmeno due bicchieri di vino rosso fanno andare giù.
Tutto elegante lui, che una giacca e una cravatta l'avrà indossata sì e no ad un paio di funerali e ad un battesimo.
Vederlo felice, raggiante.
Vedere lei, bellissima e dolce come al solito, con un abito da favola..
Sentirlo raccontare che sono due notti che non dorme, che la madre per poco sviene prima delle nozze neanche fosse la sposa e ricordare come eravamo.

E come io sono ancora...

Sentire all'improvviso che il mondo viaggia ad una velocità doppia della mia.
Della mia vita sempre uguale, della mia eterna adolescenza.

Il groppo sta ancora lì, non lo so perché...

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30 agosto 2004 1 30 /08 /agosto /2004 12:46
C'è il sole, ma l'aria è cambiata.
Pizzica.

La sera fa freddo, ci vuole il giacchetto.
L'aria condizionata è un fastidio e non più un refrigerio, mi tocca spegnerla.
Le giornate sono più corte di come ti aspetti.
L'abbronzatura se ne va lasciando chiazze di pelle scolorita.
E' ora di andare dall parrucchiere, perchè i miei capelli scoloriti dal sole modello surfista presto non saranno più accettabili.

Che fare per salutare col botto il solleone?

Due giorni di mare a Castiglione della Pescaia con due favolose donne mi è parso un modo degno di festeggiare le fine della mia stagione preferita, troppo breve e troppo ballerina.
Chiudere in bellezza, insomma.
Mea culpa infinito col capo cosparso di cenere, non ero mai stata sul Tirreno; nè avevo mai bazzicato quelle zone, ahimè. Il mare è davvero un incanto, il posto da cartolina. BELLISSIMO.

Un paradiso dietro casa.

Oddio, non proprio dietro casa, vista la difficoltà di percorrenza della strada e i circa 879 cantieri aperti, ma mi accontento.

Ho imparato anche a bere il mojito alla cubana con lo zucchero bianco e non con quello di canna (diatriba infinita: va pestato? Il ghiaccio ci va a cubetti? Oppure...), preparato sulla spiaggia mentre il sole va giù a picco e la musica dei Kings of Convenience acustica e vellutata.
Chi stava meglio di noi?

Da oggi ricomincia la vita di tutti i giorni.
Porca la miseria zozza e ladra. Oppure Maremma rospa, come direbbero gli autoctoni.
Settembre è alle porte. Bussa per entrare.

Che palle...

Credo di aver bisogno di una vacanza...

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25 agosto 2004 3 25 /08 /agosto /2004 11:08
Mia sorella è una vera stronza.
Irritante, bigotta e comandina.
Presuntuosa e convinta che il restante universo non sia in grado di sopravvivere senza i suoi preziosissimi consigli.
E' saccente.
E' capace di atterrarmi con una sola battuta tagliente, sprezzante.
Ventidue anni di vero e pura spocchiosità distribuiti per 1 e 70 di altezza.
Micidiale.

Mia sorella è un angelo.
Una spalla su cui piangere quando la vita ti prende a schiaffi.
Quando la persona attorno alla quale scioccamente facevi girare la tua vita ti prende e calci sul muso, lei c'è.
Quando nessuno ti può capire, lei c'è.
E' l'allegria, il sorriso, la forza che non si arrende mai.
La stoica frustrante certezza nell'ordinario.
E' la consapevolezza che tutto andrà bene.
E' le corse a perdifiato in giardino davanti al cane con le gambe più corte del mondo. Il nostro cane.

Mia sorella è fragile, troppo.
E butta sulle sue spalle una corazza fatta d'acciaio perforato. Impenetrabile. Cupa. Tetra. Aggressiva. Senza feritoie.
O quasi.

Mia sorella ha trovato un gattino abbandonato.
Piangeva sotto la pioggia, come in una vecchia pubblicità della Barilla. Aveva un occhio ferito, pieno di pus, sanguinante e macilento. Un'altra sarebbe andata via schifata, ma lei no.
L'ha portato a casa, l'ha curato.
Se n'è fregata della mia gatta matrona di 15 anni che soffia e sbuffa ogni volta che un gatto entra nel suo territorio.
L'ha chiamato Poldo.
L'ha coccolato e nutrito, ma non è bastato.
L'ha portato dal veterinario.
Ha tentato tutto.
Ma ha una infezione gastrointestinale incurabile, che lo sta dilaniando. L'occhio è guarito, ma la visita ha rivelato una triste verità.
Poldo è ridotto un mucchietto d'ossa, meno di un chilo.
Soffre. E' debolissimo.
Si muove lento, miagola appena. A prenderlo in braccio non pesa niente, il contatto della mano sulla sua scatola toracica mi fa sussultare.

Poldo stamattina verrà soppresso.

Per compassione.
Con il dolore di mia sorella e della mia famiglia tutta. Tra le lacrime.

Perché un'altra strada non c'è.

C'è voluta andare sola, ha rifiutato di essere accompagnata.
"E' una cosa che devo fare io, da sola" mi ha detto.

La ammiro.
Sono orgogliosa di lei. Poteva lasciar morire quel gattino abbandonato e reietto, nessuno l'avrebbe mai saputo. Poteva non spendere per il veterinario, che differenza avrebbe fatto?
E invece no.
Invece ha investito un po' del suo tempo e del suo amore su di lui, ed ora aspetta che la puntura letale lo porti via. Nonostante tutto il suo impegno. Nonostante le lacrime e l'amore.
E' un'ingiustizia.
Non doveva finire così.
No, non mi va giù.

La vita dovrebbe essere come nelle sit-com americane. Sei fai tutto bene, se fai la cosa giusta, alla fine dovrebbe andare tutto bene.

Non così...

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23 agosto 2004 1 23 /08 /agosto /2004 09:16
Era molto che progettavamo una vacanza tutte insieme.
No, non per qualche specie di rivalsa contro i maschi, ci mancherebbe.
Con la nostra folle compagnia stiamo bene, ma ci andava così: staccare col mondo intorno e divertirci.
Così siamo partite e, ahimè, pure tornate.

Maremma Olimpiade
Causa Olimpiade ci hanno fatto fare scalo ad Atene. Ragioni di sicurezza e doppio check in. Perquisizioni, aperture di valigia ed esposizione di calzini e perizomi.
Di bello c'è che l'aeroporto di Atene era pieno di fustacchioni in tuta olimpica...

Cucina greca e Metaxa abbondante. L'ouzo no, che mi fa schifo...
Tutti dichiarano di mangiare male all'estero. Ecco, noi abbiamo mangiato come sei fogne a dispetto dell'innegabile fatto che siamo sei silfidi. Insomma, souvlaki, feta, saganaki, moussaka, stifado, gyros pita e salsa tzaziki ci hanno conquistate. E ci hanno anche leggermente appesantito lo stomaco...
A nostro favore va il fatto che la cucina greca è molto speziata e per questo sazia. Mangiando un souvlaki di pollo, mi sentivo come se avessi divorato un montone intero, corna arrotolate comprese.
Fortuna ha voluto che più di una volta simpatici ed estroversi camerieri (i greci son più marpioni degli italiani, ve lo assicuro...) abbiano provveduto a regalare un giro di Metaxa.
BURP!

Catafalchi da spiaggia e complessi bucati...
Uno strano e curioso fatto ci ha colpito durante il soggiorno nella isola del sole: tanti bei ragazzi accompagnati da robuste taglie 48 (ma pure 50 e 52). E non parlo di tedescone, ma proprio di italiche coppie.
Abbondanti ragazzone che, senza paranoie, facevano sfoggio di rotolini e buchetti cellulitosi, avvolte in mini costumi coi lacci che io non avrei mai osato.
E noi, taglie 40, single e pure un po' frustrate.
Anzi, parecchio.
Ohibò.
Che torni di moda la donna matrona?
E Cosmopolitan non mi ha avvisata?
Nooooo!!!!! Come è potuto succedere????
Passatemi urgentemente un piatto di carbonara!!! (O no?)

Mare, mare, mare... 500 km in 7 giorni.
Il mare ce lo siamo proprio goduto.
La sveglia suonava implacabile alle 8 e 30, e considerando che la volta che siamo andate a letto presto erano le tre... capite perché ora sono un po' in botta, vero? Ma un po' tanto...
Comunque ne è valsa la pena, il mare greco è bellissimo e noi ci siamo girate l'isola da capo a piedi per tutti i suoi 74 km di lunghezza. Kalithea con le sue bellissime e antichissime terme, Ladiko , la spiaggia detta "di Anthony Quinn" (quella di Zorba il greco, per capirsi), Tsambika Beach e poi la bellissima e struggente Lindos, che meriterebbe un paragrafo tutto per sé. E infine scendendo fino a Lardos, Glystra e ancora più giù, fino a Capo Prasonisi paradiso dei surfisti e dove il Mediterraneo e l'Egeo si incontrano con un mare di onde spettacolari.
Insomma, abbiamo girato abbastanza, no?
Merito anche della mitica Lonely Planet, sempre precisa ed esaustiva fino alla pignoleria più esasperante. La compro sempre prima di partire per un viaggio.
E' l'unica cosa (insieme all'uso della cera per capelli, va detto) che mi ha insegnato una persona che ritenevo importante. C'est la vie...

Seicento, Cinquecento e Koskinou
Per girare un'isola come Rodi è indispensabile un mezzo di locomozione. Scartato lo scooter (in fondo, come disse Voghera, l'isola è lunga 74 km!), abbiamo deciso per il noleggio di due macchinine allegre e dotate di tettino apribile, una Seicento bianca e una Cinquecento. Faccio notare che la prima aveva come numeri nella targa 666.
Non dico altro.
Alto plauso va alla segnaletica sia orizzontale che verticale della bella Ellade: favolosa! Spesso i segnali ci sono solo in un senso di marcia (ma perché?) e sono scritti in simpatici ed altamente coreografici caratteri greci.
Succede così che alle 5 di mattina ci si perda in un pittoresco villaggio di pescatori con stradine larghe quanto la Seicento più due figure disposte in un dedalo senza fine. La scena più bella è stata quando ci siamo trovate la stradina occupata da un motorino posteggiato... Ma questa è un'altra storia ed andrà raccontata un'altra volta.
Speriamo solo di non avere deturpato un patrimonio dell'UNESCO...

Gossip
Pervertiti.
Lo so che non aspettavate altro.
Già vi sento.
Chissà sei donne in Grecia cosa avranno combinato!!!!!!
Porci.
Maniaci sessuali.
Schifosi.
Siamo sei brave ragazze, NOI.
...
.......
.......
Ok, va bene. Basta con la sceneggiata.
Ci siamo divertite, abbiamo conosciuto un mare di gente e abbiamo incontrato persone interessanti, alcune delle quali spero diventeranno fedeli lettori di questo blog.
Qualcuna di noi ha rimediato un ventunenne, un'altra è tornata alle nove di mattina, qualcun'altra ancora ha approfondito la conoscenza con le forze dell'ordine partenopee. C'è stata chi ha subito la tortura discreta (ma anche non tanto discreta...) delle avances dei PR delle discotechine locali e chi s'è fatta baciare due volte sulla guancia da Dimitri il rimedia sgabelli di Old Town.
Insomma, di tutto un po'.
E io?
Pettegoli! Morirete con questa curiosità!
Anzi, una cosa ve la dico: ho conosciuto una persona interessante. A pelle. Era tanto che non sentivo una scossa elettrica nell'incontrare qualcuno. Quella specie di brivido strano.
E purtroppo conoscenza solo a pelle è stata, perché avendola conosciuta l'ultima sera non ho avuto modo di approfondire. La mia solita sfiga... Però è stata l'ennesima conferma della mia guarigione. Sono sulla strada buona e forse tornerò ad essere la pazza che ero.

Conclusioni
Da rifare, assolutamente.
Ho scoperto (e riscoperto) cinque donne eccezionali, tutte diverse a loro modo ma tutte con uno spirito di adattamento, un carattere e un'allegria fantastici.
Sono tornata rilassata, serena, allegra e, nonostante la cucina greca, pure un po' dimagrita.

Invidiosi, eh???

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20 agosto 2004 5 20 /08 /agosto /2004 14:39

Eccomi, sono tornata.
No, non sono rimasta a Rodi, anche se la tentazione era forte... ho lasciato l'isola del sole per tornare da voi.
Che culo, eh?

Il sonno è tanto, le emozioni vissute anche.
Non abbiamo litigato, siamo tornate più amiche ed unite che mai e abbiamo riso così tanto da farci venire le forze di stomaco. Il mare era bellissimo, abbiamo fatto casino e siamo nerissime.
Insomma, la vacanza ha sortito l'effetto desiderato: sono più serena.

No, non lo faccio tanto per dire.
E' davvero così.
Tanto che su consiglio della saggia Claudia ho riordinato pure le foto di Malta, mettendole in apposito portafoto (e nascondendole dall'occhio dei miei che credono ancora che io ci sia andata con un'amica...), perchè, come dice lei, la devo smettere di fuggire i problemi.
E c'ha ragione da vendere.

Ora basta, vado a prendere un altro po' di sole al lago che ancora posso migliorare.
Lunedì il riassunto delle vacanze.

E ci sarà da ridere...

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6 agosto 2004 5 06 /08 /agosto /2004 10:56

Sono in ferie.
Ufficialmente.

Fino al 23 niente scartoffie, niente recupero credito, niente contratti da consegnare all'ultimo minuto e che il capo voleva per ieri.

Niente.
Relax.

E poco importa se ha deciso di buttare giù un temporale coi fiocchi proprio oggi. E' bello starlo ad ascoltare al buio in camera mia, le finestre aperte e l'aria che sa di pulito.

Amici, famiglia e la mia gatta tutta da coccolare, ecco il programma. E il mio lago da godermi ancora un po', con i suoi tramonti che levano il fiato e fanno salire le lacrime agli occhi. Con tutti quei colori che accecano la vista danno l'idea che le colline stiano bruciando.

E le valigie da fare, perché mercoledì si parte per Rodi, la bellissima isola greca appena sotto la Turchia. Parto con cinque donne meravigliose e ci divertiremo scaricando le tensioni nervose di un anno non facile per tutte.

Amore, lavoro, casini assortiti... siamo proprio 6 bei soggetti, tutte da stanza imbottita e vestitino legato dietro. Però simpatiche. Lo giuro.


Per me non è stato facile, le avversità non mi hanno risparmiata. E nemmeno i casini.

Anzi, la vita c'ha preso gusto a prendermi in giro.

L'intervento mi ha segnata più di quello che lascio a vedere, e non solo per quei tre ricamini che ho sulla pancia.

E le delusioni fanno ancora un po' male al cuore.

Insomma, sono piena di cicatrici vere o metaforiche, modello Frankestein Jr.

Ma non si può star male per sempre, no?


E soprattutto, banalità sovrana, tutto serve per crescere (ma secondo me non è vero manco per niente, io continuo ad essere nanerottola...)


Parto mercoledì, ed a Fiumicino cercherò di non pensare all'anno passato, quando presi un aereo felice come non mai, credendo di potermi fidare ciecamente di una persona, carica di bagagli pronta a passare 15 giorni a Malta, meta dimenticata dai turisti ed enormemente sottovalutata.

Andateci che merita.


Dovevo stare in campana, me lo dicevano tutti. E invece avevo la sciocca felicità ignorante del tacchino l'antivigilia di Natale.


Vabbè. Non ci devo pensare.

Non voglio essere malinconia, sennò le mie donne mi linciano. Sono l'anima della festa, l'organizzatrice di eventi, la casinista. E poi in viaggio sono estremamente utile: sono del Capricorno, e devo organizzare.

All'ultimo momento, stamattina, ci hanno spostato il volo. Partiamo prima, guadagniamo un giorno.
Perfetto. Meraviglioso.
Ma a Roma come diavolo ci arriviamo?

 

DEVO organizzare.


Ma proprio per questa mia tendenza egemonica, abbiamo deciso di noleggiare due macchine, chè io voglio tornare a casa ed essere amica di tutte come alla partenza.

Ce la farò. Tornerò abbronzata, allegra e rigenerata.

No?

Con quel che ci costa, cavolo, è il minimo...

E allora, vedrò di darci sotto.


Mi divertirò.


Riposatevi pure voi...

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2 agosto 2004 1 02 /08 /agosto /2004 12:42
Non bazzico molto spesso al mio piccolo paesello sul lago, ci vivo ma non lo abito davvero. E così come me fanno molti.
Molti altri se ne sono andati, per studio o per lavoro.

Ma qui si torna sempre, specie d'estate. Fosse anche solo per ammirare il sole rosso che al tramonto si butta dentro al lago, riempiendo le colline tutt'intorno di una festa di colori difficile da descrivere e facile da amare.
O da rimpiangere.

Complice l'estate e lo squisito risotto della sagra che c'è tutti gli anni, io e la mia famiglia siamo stati a cena al paesello sabato.
C'è da dire che molto ha inciso la prospettiva di gustare il fantastico risotto al pesce di lago tipico della sagra.

Come al solito un fiume umano di parenti ha invaso la mia vista ("No, zia, non mi sono ancora fidanzata. E no, non è che non lo voglio dire... ho 28 anni, mica 15...I miei se mi fidanzo accendono un cero a S. Spiridione..."), insieme a gente che non vedevo da tanto.

In fila alla cassa accanto a me ho riconosciuto il James Dean delle medie, il bello e dannato con l'occhio ceruleo che tutte avremmo voluto e che mai avrebbe posato i suoi occhi su di me, occhialuta e con l'apparecchio.
E guarda me.
Proprio me.
Peccato che nel frattempo sia diventato pelato. E con la pancia da bevitore di birra. E che sembri vestito con gli scarti dell'Esercito della Salvezza.
Questione di tempismo, baby.
La prossima volta vedi di non sottovalutare una solo perchè c'ha dei fondi di bottiglia al posto delle lenti e il suo sorriso è ferroso.

Capita poi di incontrare gli ex compagni di scuola, ed è bello confrontarsi.
Vedere come il tempo e la vita c'hanno cambiato e reso diversi.
Ma diversi di brutto.
Quella che insieme a me sbavava per Morten Harket ora ha due bimbi e sta per laurearsi in teologia e se me l'avessero detto dieci anni fa non c'avrei mai potuto credere. Ma proprio mai.
L'amico diverso sta per sfidare le convenzioni del piccolo paese andando a convivere col fidanzato, ed abbracciarlo forte facendogli in bocca al lupo per il suo coraggio mi ha fatto scendere una lacrima.
Ma la cosa che mi ha impedito di prendere sonno è stato l'incontro con la bella e talentuosa della classe, quella un po' ribelle, ma amata da tutti. Quella popolare, che non fa mai tappezzeria. Andata fuori a studiare con grande sacrificio dei genitori, ha deciso di lasciare tutto ad un passo dalla laurea per fare l'artista.
Dipingere, che è sempre stato tutta la sua vita.

"Soffocavo"

Ecco quello che mi ha detto. Ha abbandonato tutto per dipingere.
Scelta coraggiosa? Folle? Egoistica?
Proprio non so come catalogarla.
Una parte di me la odia, sia perché mi ha fatto sentire così piccolo borghese da avere voglia di fare la hooligan per un giorno, col mio lavoretto di otto ore giornaliere e la speranza di scrivere nel cassetto. La odia perché i suoi hanno fatto tanti sacrifici per un pezzo di carta che non arriverà.
Ma la parte più grande di me la ammira per il coraggio di provare a saltare nel vuoto.
Anzi, no. La invidio proprio.
Per la fiducia in sé stessa, senza considerare la consapevolezza forte del suo talento. Una consapevolezza che io non avrò mai di me stessa.
Magari a ragione, non dico di no.

Lei è davvero molto brava, sa comunicare qualcosa coi suoi disegni. Mi ha sempre affascinato la sua capacità di rendere vivo anche un tovagliolo di carta in pizzeria con solo pochi tratti di matita o con la penna per afre i conti.
Ma la strada è dura, e pure Van Gogh è morto povero e pazzo.
Riflessioni troppo materiali e da codarda, lo ammetto.

Fattostà che il risotto mi è andato di traverso, ma mi è venuto anche da ridere penando che dalla mia ex classe una persona normale secondo i canoni della società proprio non c'è.
Siamo tutti un po' schizzati.

Sarà l'aria del lago...

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27 luglio 2004 2 27 /07 /luglio /2004 11:12
E' arrivato il nuovo stagista.
E stavolta non è un ragazzetto delle superiori a cui far fare l'archivio e i lavori più abietti e noiosi.
No.

Stavolta mi è toccato un laureando in fisica.

Non che avessi grandi aspettative, per carità.
Mi bastava uno simpatico, alla mano, da poterci prendere un caffè facendo quattro risate.

Invece ieri mi son vista arrivare un tipo grassoccio, sudaticcio e pallido come un foglio di giornale, dotato di fondi di bottiglia al posto delle lenti e vestito come il ragionier Ugo Fantozzi.

Mi ha dato la mano (sudaticcia e appiccicosa) continuando a guardare a terra (Ma che son così brutta?), iperventilando e dandomi del lei.
A me vecchietta.
ARGH!

Salvo poi scoprire che è nato nel 1973, ergo io sono più giovane.

Stamattina è arrivato con sottobraccio un libro di Saramago (che io non digerisco, mi dispiace se ci sono fan del premio Nobel); tanto per intenderci, il classico secchione dei film americani, quello che pensavo nemmeno esistesse. E invece sì.

Insomma, per una intera settimana in cui svolgerà le sue indagini di mercato, il pupo è sotto la mia giurisdizione.
Povero.

Se non gli sto dietro, qui se lo mangiano a colazione.

Sarà una lunga settimana...


Aggiornamento del 28/07/2004

Ecco la nostra ultima, pregnante conversazione:
Lui:"Se mi si blocca il supporto software e i normali dispositivi di resettaggio risultano inefficaci, essendo il tasto reset disabilitato... come crede che debba comportarmi?"
Io:"Staccando la spina?"

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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