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23 giugno 2015 2 23 /06 /giugno /2015 18:00

Sono anni che l'Amoremio mi rompe chiedendomi di pianificare una vacanza in crociera.
"Ahh, vuoi mettere che relax?" mi importuna "E che gran gioieli di tecnologia le navi da crociera!!"
Sarà, ma io sono sempre stata scettica. Affidare la mia vita per ben una settimana ad una barca mi sembra un tantino troppo, specie se si soffre come me di claustrofobia. Stare chiusi in centinaia di tonnellate di metallo che solo per caso galleggiano? Ma anche no.
Piuttosto prendo l'aereo, almeno è rapido.

Poi mi è capitato tra le mani il catalogo MSC Crociere. Ok, bello. Bello, eh. Ma se devo fare il giro del Mediterraneo come i miei genitori, anche no. Nord Europa, ma che scherziamo? Un freddo. Caraibi? Ma figurati... Car... Caraibi?  
Mah, chi la vorrebbe mai fare una crociera ai Caraibi? Una vacanza invernale, poi, di quelle che ti svoltano il grigio della brutta stagione, che ti fanno tornare a casa col sorriso a tutta bocca e la pelle scurita dal sole. 
Una crociera invernale ai Caraibi, in fondo, chi la vorrebbe fare? Sette giorni a bordo della MSC Orchestra, una nave tecnologica ed ecocompatibile , dotata di tutti i servizi che si possono immaginare, per adulti e per piccini.
Che schifo, io proprio non so come si possa trovare appetibile una crociera in cui si può scegliere se svenire sotto una palma piazzata dalla natura in una spiaggia da favola o scoprire paesaggi tropicali inusuali e nuovi, sguazzando tra colori, culture e tradizioni a ritmo di musiche caraibiche.

Ah, se prenoti subito c'è il pacchetto bevande incluso nel prezzo.
...
...

Varrà anche per la pina colada?

 

Buzzoole

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18 giugno 2015 4 18 /06 /giugno /2015 14:00

Il mondo non è un bel posto per viverci, questo mi sembra abbastanza ovvio. Violenza, morte, prevaricazione del più debole, paura ed ingiustizia vivono insieme a noi, in tutti gli angoli del pianeta con effetti più o meno disastrosi ed eclatanti. Capisco come, quando si mette al mondo un figlio, queste paure si enfatizzino fino a diventare piccole ossessioni.

E' giusto, succede a tutti, credo.
Anche se ora non mi viene in mente una mia ossessione specifica verso Emma, a parte quella che spero vivamente che diventi un cervello in fuga appena avrà maturato le competenze necessarie.

Ma nel mezzo della normalità, spesso, ci si trova la follia.
Apprendo tra le pagine de "Il Fattto Quotidiano" che su whatsapp girerebbe, insieme alle fantomatiche catene che promettono credito illimitato, fortuna e che minacciano la chiusura del servizio, anche una missiva terrorizzante (?) che mette in guardia gli sprovveduti genitori dallle linee guida dell'OMS sull'educazione sessuale, che porterebbero i propri figli diretti verso l'ateismo, l'omosessualità e l'inferno.
Leggete le regole di questa presunta Organizzazione Mondiale della Salute e fatevi una risata. Poi leggete anche quelle vere, eh.

Eppure tutti ne parlano.
La cd. teoria del gender, che in un'epoca in cui le scuole cadono a pezzi, i programmi vanno a ramengo e gli insegnanti insorgono, sembra essere l'unico vero problema dei genitori italiani. Sono riuscita a litigare già con alcuni genitori, e considerando che mia figlia va ancora al nido e non ha ancora scoperto la differenza tra maschi e femmine, mi sembra grave.
Ma facciamo un passo indietro: cos'è questa orrorifica teoria del gender?
I gender studies comprendono varie discipline scientifiche ed umanistiche (dalla biologia all'antropologia, passando per passando per la sociologia, e la bioetica) che supera la classificazione tra maschi e femmine che ci è stata tramandata sostituendola con quella tra sesso e genere: il primo è genetico, il secondo è una costruzione culturale. L’orientamento sessuale non dipenderebbe strettamente dal genere con cui si nasce, ma le persone possono innamorarsi di una persona di sesso diverso, dello stesso sesso o di entrambi.
In pratica, secondo i teorici, maschi e femmine si nasce mentre uomini e donne si diventa. Con le palle o meno, poi questo solo la vita potrà dirlo, ma è un discorso diverso.

A parte l’ovvietà del concetto, ma che pare abbia necessitato di lunghi studi per venire alla luce, ed il terrore insensato che questo instilla nei cd. cattolici, mi chiedo in cosa possa essere sbagliato un discorso basato sull’accettazione del prossimo e delle sue diversità. Non eravamo tutte pecorelle smarrite in cerca del pastore?
Quattro anni fa, quando la figlia del mio compagno aveva sei anni, guardammo insieme l’evento fashion dell’anno: il matrimonio di William e Kate. Al comparire di Sir Elton John e consorte lei mi chiese: “Chi sono? Perché vanno per mano?” e io lì gli spiegai con tranquillità e franchezza la verità.
“Sono sposati”
Lei mi guardò stupita: “Ma sono due maschi!”
“Eh, sì. Ma ognuno può scegliere di voler bene a chi vuole, l’importante è che sia felice. Non trovi?”
Ci rifletté su un attimo e poi disse: “Ok, però fossi in lui quel cappellino non l’avrei messo.”
Fine.
Ho fatto teoria gender e manco lo sapevo.
Che donnaccia.
Andrò all'inferno.
Ma già lo sapevo, eh.

Come è possibile tanta disinformazione e ottusità nel 2015?
Davvero credete che per un ragazzino sia non appropriato imparare ad accettare sé stesso ed il prossimo senza prenderlo in giro? Credete davvero che l'educazione sessuale, fatta da personale competente e non dalla catechista del paese che crede che la masturbazione porti alla cecità, sia sbagliata?
Ma dove vivete?
​Ah, già. Siamo in Italia, un paese che vista la crisi sociale ed economica ha scelto di essere reazionario, chiudendosi a tutto e tutti, decidendo che il diverso ed il povero sono i nemici e tornando a riempire le chiese per paura della peste.
Come dite? Le chiese sono vuote?
Ah sì?

Sarà perché c'era la Nazionale in Tv.

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4 giugno 2015 4 04 /06 /giugno /2015 09:00

Mattina qualunque, orario d'ufficio.
Suona il mio cellulare.
E' un numero sconosciuto, prefisso di Milano.
Chi sarà?
Vorrei non rispondere, ma la possibilità o anche solo la vaga idea che sia qualche vecchia amica che si ricorda di me (o un editore fulminato sulla via di Damasco da qualche mia operetta) mi impone la risposta.

- Pronto?
- Sig.ra Phoebe?
- (Signora ci chiami tua sorella, chiaro?) Sì?
- Buongiorno, chiamiamo dalla Credititruffaldini spa, ci conosce?
- Come?
- Sì, siamo la Credititruffaldini Spa, ci conosce immagino.

Per un attimo mi sento come il cugggino di Elio che si sveglia la mattina in un fosso senza un rene. Che io abbia stipulato qualcosa a mia insaputa???

- Ehm...
- Guardi, siamo leader nella cessione del quinto, offriamo condizioni vantaggiose e soluzioni per tutte le esig...
- Guardi lei, io vi conosco fin troppo bene per lavoro.
- Ah sì?
- Sì, e vuole sapere che ne penso della sua azienda e di tutte le altre che fanno questo mestiere?
- ...
- Che siete strozzini. 
- Ehm...
- Date in prestito 100 euro e ne rivolete 1000 in 258 comode rate mensili. Strozzzinaggio legalizzato, altro che vantaggiose soluzioni. Vi approfittate della gente e rispettate pure la legge.
- ...
- Strozzini!
- Arrivederci, eh.
- Addio.

Io a queste società non farei fare nemmeno la pubblicità, peggio che alle sigarette. E invece ti telefonano, ti inseguono, ti fanno credere che sarà vantaggioso. E invece te la mettono dove non batte il sole. 

Ma basta. BASTA. BASTA!!!!!

 

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22 maggio 2015 5 22 /05 /maggio /2015 08:00

Ore 19:00
Guido nella strada più trafficata della mia città, coacervo di piccole fabbriche, negozi, centri commerciali piccoli e medi, mille attività in generale. La strada corre su due corsie a senso unico, il traffico scorre ma l'ora è quella che è.

Un delirio, insomma, acuito dal caldo estivo arrivato troppo presto e senza dare la possibilità alla gente di fare il cambio dell'armadio.
Si avanza lenti, ma abbastanza spediti, i finestrini abbassati e la poca voglia di farsi baciare dal sole.
La radio sputa fuori una possibile hit estiva, la voglia di tornare a casa e buttarsi sotto la doccia è talmente alta da essere insopportabile.

All'improvviso sento un clacson suonare all'impazzata.
Dallo specchietto un furgoncino di un noto corriere espresso guidato da un ceffo in canottiera cerca l'impossibile manovra del sorpasso acrobatico, suonando il clacson e lampeggiando.
"Levati puttana!" mi urla dal finestrino aperto "Togliti di mezzo, troia!"
Ora, anche avendo le ali montate sulla 206, più veloce non sarei potuta andare, ma non è questo il punto. 
Villano.
Cafone.
Il mio buon carattere si agitava sotto la pelle delle braccia. 
Ora mi metto a venti all'ora, ho pensato.
Ma il tipo scartava dietro di me,  gesticolava e sbraitava continuando a offendere la mia virtù. 

Mi son detta che forse non tutte le battaglie si possono vincere, che il mondo non può esser salvato tutto insieme, che se a 'sto tizio l'educazione non gliel'hanno insegnata i genitori nè la maestra delle elementari non posso farcela io.
"E allora passa, idiota!" gli ho urlato dal finestrino accostando e lasciandogli la via libera.
E' sfrecciato quattro metri avanti ricominciando il teatrino con l'automobilista successivo.

Magari aveva mille consegne da fare prima di sera, povero Cristo.
Magari c'aveva una spranga sul furgone ed ho fatto bene a lasciar perdere e a non voler finire nel TG nazionale. 
Magari il poveraccio è solo stressato perché non arriva a fine mese ed il gasolio costa.
Magari è il caldo.

Magari si è schiantato contro un palo della luce.

 

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13 maggio 2015 3 13 /05 /maggio /2015 14:00

Mia nonna Spina, nata in un paesino dimenticato tra le colline umbre alla fine degli anni venti, si vantava con le comari con cui andava a prendere il fresco l'estate sotto casa. Ancor di più si vantava del defunto marito che, pace all'anima sua, con sforzi e sacrifici da uomo fatto e rifinito era riuscito a prendere la licenza media alle scuole serali.

Mia nonna ne era orgogliosa, ma ancor più lo era di me, studentessa universitaria in lotta contro i professoroni per il titolo di  dottoressa. Lo era tanto che quando le altre comari raccontavano delle proprie nipoti affermando "La mia si sposa", "Mia nipote s'è fidanzata" o simili, rispondeva sempre "La mia si laurea", gelando le altre accolite intente a sventolarsi per alleggerire la calura estiva.

Mia nonna non aveva studiato, ma si vantava di saper leggere e fare di conto meglio di tanti altri, nonché di sapere a memoria tutti i nomi dei protagonisti delle ultime venti telenovelas appena uscite (sebbene coi nomi riadattati in dialetto perugino per l'occasione). Il suo era un bagaglio culturale che oggi potrebbe sembrarci da poco, ma che ai suoi tempi ed in u mondo che non c'è più non lo era affatto. E l'averlo costruito da sola era per lei fonte di grande orgoglio.
Ed è questa una delle mille cose chemi ha insegnato, l'essere orgogliosa di me e della mia voglia di sapere. 

Ed è per questo che la simpatica dichiarazione di qualche giorno fa dell'ottimo Salvini mi ha fatto saltare immediatamente il sangue al cervello.
Ovviamente le risposte possibili da dargi erano molteplici, e tutte alquanto simpatiche:
1) E invece valutare qualcuno dall'etnia è simpatico?
2) Certo, meglio il diploma che la laurea comprata del Trota
3) La volpe e l'uva.
Ovviamente ogni mio commento è stato accuratamente ripulito dal galoppino del simpatico Matteo, che h pensato bene di lasciare (come sempre) solo i commenti positivi ed illetterati 

In realtà vantarsi dell'ignoranza in genere non è mai una bella cosa, come non lo è vantarsi di un'arida laurea presa magari a zampatoni e che non fa di te un genio, mi pare lapalissiano.

Ma mentre posso capire meglio il vantarsi del più, il farsi bello del meno mi sconvolge. Non leggo libri, non vedo film, non ascolto musica. Ah, e non sono laureato. Ma sono intelliggggente, fidatevi. Certo, ovviamente. E la gente applaude, il popolino soprattutto. Quello fatto di gente che rischia l'analfabetismo di ritorno e che non riesce più a leggere nemmeno Chi dal parrucchiere. Quella che crede alle scie kimike su internet e che scrive in unitaliano talmente approssimativo che la tontale mancanza di punteggiatura risulta essere il problema minore. 
Quella gente che va alla messa, allo stadio, a passeggio col cane, alle poste accanto a me e che poi riversa il proprio livore anche contro una bambina di due anni morta in maniera atroce, ma rea di essere rom (se non siete dotati di Maalox a portata di mano non leggete i commenti, potreste veder riacutizzata la vostra gastrite come è successo a me).

Gente che pensa che la kultura sia anche un po' comunista, che leggere sia da sfigati e che al cinema ci si vada solo a vedere Zalone e che visitare un museo sia una noia micidiale. Anzi, una noglia. Gnete che crede che internet dica solo la verità, e si ingozza di bufale confezionate alla bell'e meglio, senza nemmeno lo stile sarcastico di lercio.it.
Gente che procrea, ahimé, mettendo al mondo una generazione ancora più illivorita e arrabbiata per la mancanza di quelli che non sono diritti quesiti, ma montagne da conquistare ogni giorno. Gente che vota e che alimenta sempre di più la mia sfiducia nel suffragio universale.


Vorrei scappare, emigrare da questo paese che ha perso l'amore di sé e l'empatia verso il prossimo, vorrei scappare lasciandomi alle spalle un paese devastato dall'odio e dal particolarismo, dalla logica di paese che vuole l'erba del vicino sempre più verde della propria.

 

Ma mia nonna Spina che direbbe? 
 

 

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7 maggio 2015 4 07 /05 /maggio /2015 10:00

Vorrei fare una premessa abbastanza doverosa: io di politica made in USA non capisco nulla, e quel poco che so mi è stato spiegato da Frank Underwood
Ma vista l'aridità di contenuti e di prospettive della nostra politica nazionale, non mi resta altro che rivolgere lo sguardo verso l'altro lato del mondo, sperando che ci sia un po' di luce e che ci si possa trovare non dico conforto, ma almeno ispirazione.
Nel 2016 ci saranno le presidenziali negli USA e già i coltelli si vanno affilando in entrambi gli schieramenti. 
Tra i democratici impossibile non segnalare il ritorno di Hillary Clinton sulla ribalta politica, dopo i suoi due mandati come Presid... ah, no. Quello (dicono) fosse il marito. Ex first lady (per molti burattinaia del marito belloccio, ma tant'è), ex segretario di Stato, la Lillary, come la chiamava mia nonna che ne apprezzava il coraggio di donna cornuta, sembra avere tutte le corte in regola per sbaragliare le primarie e approdare alla Casa Bianca.

Dall'altro lato della barricata tra i repubblicani, a parte il figlio e fratello di Jeb Bush (che francamente io anche no), salta all'occhio un candidato: il carismatico Marco Rubio, poco più che quarantenne Governatore della Florida di chiare origine cubane. 
La sua biografia racconta dei suoi genitori scappati alla dittatura castrista (anche se già è uscito fuori che invece son arrivati col gommone tre anni prima) e di una grande fede cattolica (ma anche qui la campagna è già iniziata). Non sto qui a parlare del suo programma, né del perchè i giornali lo abbiano già ribattezzato "l'Obama di destra". Non ho i mezzi, la competenza e le conoscenze d politica internazionale per farlo.

Quel che vorrei evidenziare è la sua provenienza. I suoi genitori sono entrati negli USA come immigrati solo poco prima che lui nascesse e lui, nato americano, ora è governatore della Florida ed in lizza per diventare il prossimo Presidente degli USA.
In pratica, il sogno di ogni bambino in uno stato come si deve. Cosa vuoi fare da grande? Il Presidente. Qui da noi ancora i bambini lo sognano? O il calciatore e la velina hanno  la meglio?
Il fatto che il figlio di immigrati possa diventare con questa naturalezza un politico di successo, un uomo d'affari affermato o anche solo un poliziotto o un pompiere negli Stati Uniti non fa notizia, è una cosa talmente quotidiana da non essere mentalizzata.
Negli USA lo ius soli permette a un bambino di sognare di diventare, da grande, Presidente degli Stati Uniti. Ma anche di sognare di diventare ciò che vuole in generale, lottando e faticando è chiaro. Ma ha una possibilità.

In Italia un ragazzino che non ha la cittadinanza cosa può sognare? Va a scuola con gli altri bambini, ma non è come loro. Ha un bollino addosso che lo rende diverso ed incapace di fare quello che fanno gli altri (non ci credete? Informatevi, pecore!) e per quanto possa assere dotato ed intelligente è probabile che alla fine passerà i suoi giorni a penzolare in fondo alla catena evolutiva. Non pèer sua scelta. Perché, in fondo, è così che funziona. 

Gli USA sono un grande paese anche per questo, IMO, per aver nel tempo saputo generare il cd. sogno americano nella mente dei suoi stessi cittadini. Per l'orgoglio verso una nazione, nel bene o nel male, per la speranza. 

Poi, sia chiaro, pure negli USA c'hanno i loro bei problemini, non ultimo i fatti di Baltimora e compagnia cantante. E anche molto peggio, non lo metto in dubbio.

 

Ma vive la speranza, e di questi tempi è forse poco?
 

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30 aprile 2015 4 30 /04 /aprile /2015 09:00

Io sarò anche stressata, vittima di un periodo nevrotico e incasinato e decisamente troppo ansiosa. Va bene. Però la gente, cazzo, la gente intorno a me ce la mette davvero tutta per scatenare la parte intollerante di me.
Che poi io già non sono brava a tapparmi la bocca quando il mio cervello viaggia a ritmi normali, immaginatevi in condizioni di particolare sollecitazione.

Ma è giusto, poi, in certi casi tapparsi la bocca?
Io non voglio farlo più. 
Se uno è idiota voglio poterglielo dire. E' un mio diritto costituzionale, sbaglio?

Insomma, sono alla cassa del supermercato (Sì, ancora. E ancora. La mia vita è povera di socialità ultimamente, si nota?) e il vecchietto davanti a me ciarla col cassiere, che ad occhio sarà mio coetaneo.

"Eh, 'sti neri che ti vengono a chiedere i soldi del carrello, che palle!"
"Pensi che poi si vengono a fare la spesa qua e quando è caldo non è un buon odore!!!"
(Risate, clap clap, risate)
"Eh, ma non potevano sta a casa loro che qui già c'avemo casino? Per fortuna che poi ogni tanto ce pensa 'l mare... anche l'altro giorno 800 de meno!"
"Tutta sta gente... Sa che le dico? Mica Salvini c'ha tutti i torti!"

Il vecchietto imbusta e se ne va. 
Il cassiere allunga la mano per prendere la mia tessera fedeltà e incrocia il mio sguardo. Inizia a passare la mia spesa, poi ci ripensa e mi chiede: "Tutto a posto?"  
Errore. Grosso Errore. 
"Vede, riflettevo. Io ho una bimba. Lei ha figli?"
"No."
"Bene. Perchè lo sa, io ho una figlia, e anche solo per empatia mi è capitato di immaginare lei su uno di quei barconi che affondano, piangente, destinata ad una morte atroce, terrorizzata. E io che non potevo fare niente per salvarla."
"..."
"Ha detto che non ha figli. Ma forse è meglio così. Non procrei. Così la sua intelligenza morirà con lei."
Prendo lo scontrino, imbusto la spesa nel gelo più totale e me ne vado.
Basta.
Basta.
Sono stufa. 
Sono stufa della leggerezza con cui si parla di esseri umani, morte, disperazione, vite spezzate. 
Sono stufa dell'ipocrisia di questo paese cattolico solo il giorno del Patrono e per le feste comandate.
Sono stufa della gente che dà la colpa al Governo, ai politici, alle istituzioni, al prete, alla polizia, al capostazione, mascherando la propria aridità dietro ad una situazione difficile, alla crisi, alla tramontana. Andatevene affanculo allegramente: siete solo piccoli borghesucci che non sanno che guardare il proprio orto. 
Sono stufa di abbozzare quando sento queste cazzate.
Stufa.

L'ho già detto che sono stressata?

 

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17 aprile 2015 5 17 /04 /aprile /2015 09:00

Per lavoro mi occupo di Diritto del Lavoro, spesso mi capita di dover prendere a martellate sui denti diversi dipendenti pubblici e relativi uffici, a volte incontro persone ammirevoli e piene di voglia di lavorare.
Ma mai, fino ad oggi, avevo avuto occasione di confrontarmi davvero con il muro di gomma dell'INPS. Vi ricordate la storia del Bonus Infanzia
Ottima e lodevole iniziativa dell'INPS che, in poche e semplici mosse prometteva la trasformazione dei mesi di congedo parentale non fruiti in mesi di asilo o baby sitting.
Unici requisiti richiesti:
- Non aver utilizzato il congedo parentale (o averlo utilizzato solo in parte)
- Che non siano trascorsi più di 11 mesi dalla fine della maternità obbligatoria.
Bello, vero?
Utile. E anche giusto. 
Agevoliamo le mamme che lavorano.
Viva la parità di genere.
L'Italia cambia verso.
Sì, cambia verso di pigliarti per il culo, e scusate il francesismo.
Quello che non ti dicono è che:
1) L'INPS ha tempo sessanta giorni per esaminare la tua pratica. Una pratica semplicissima che consiste solo nel mero controllo dei requisiti. Ci vorranno dieci minuti per farlo? Va bene, siamo pessimisti, diciamo mezz'ora. Eppure rispondono sempre e solo il sessantesimo giorno. Perché? Non vorrei pensare male, ma mi sa proprio di presa in giro.

2) Dopo sessanta giorni di attesa la mia domanda, presentata il 13 gennaio 2015 è stata rigettata. Perché? Mancanza di requisiti? No. E' che dal 1 gennaio 2015 è entrato in vigore il nuovo modello ISEE che però prima del 23 febbraio nessun CAF era in grado di fare perché non c'erano le modalità di presentazione. E quindi? Quindi, come al gioco dell'oca, torna al via (e non prendi il bonus).

3) Ed eccoci di nuovo al via, a lottare con la presentazione del nuovo ISEE che, lo voglio dire, se fosse stato scritto da un Machiavelli svegliato di cattivo umore e con la sindrome premestruale sarebbe stato più semplice. Dicolo solo due parole simboliche: GIACENZA MEDIA. Per tutto il resto vi rimando ad una guida dettagliata che, se disgraziatamente dovete presentarlo, potrà esservi molto utile. Io, da par mio, mi sento di dover fare un monumento al CAF CISL che con competenza e rapidità mi ha ridato un barlume di speranza nel genere umano.

4) Salta fuori un annoso problema, l'ennesimo. Da quest'anno alla presentazione dei documenti non vi rilasciano l'ISEE, ma la DSU, una dichiarazione che dovrà essere esaminata dagli enti competenti (INPS, Agenzia dell'Entrate, Dio) ed in cinque giorni convertita nell'utilissimo documento. CINQUE GIORNI. In Italia. Capite bene come, essendo io quasi arrivata a scadenza del requisito, sia in preda alle fantignole. Basta la DSU? Ci vuole l'ISEE? Sì, no, sì, no, dipende da Saturno.

5) Dopo un colloquio all'INPS prenotato tramite call center mi schiaffano in mano l'ISEE e la benedizione burocratica: "Faccia serena la domanda!". Mancano sei giorni alla scadenza. Amen.

Ora, io sono qui tra color che stan sospesi, attendendo che l'INPS elabori la mia domanda e non trovi un capello fuori posto o una virgola dove non dovrebbe esserci. Altre possibilità per ottenere quello che è mio di diritto non ne ho, ho lottato, ho rotto le palle a mezzo mondo, avvelenata il sangue e ora posso solo aspettare.

Due consigli posso darveli dall'alto della mia esperienza:

- NON ARRENDETEVI MAI, anche quando la burocrazia sembra vincere. Lo fanno apposta per fiaccare gli spiriti deboli e forgiare una nuova classe di cittadini temprati e pronti a tutto.

- il 21 aprile scade il termine degli undici mesi dalla fine della maternità obbligatoria. Fossi in voi io in quella giornata guarderei attentamente il telegiornale, che non si sa mai.

 

Vi terrò aggiornati, ma in ogni caso: buona burocrazia a tutti!!!!

 

 

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19 marzo 2015 4 19 /03 /marzo /2015 07:48

In fila all'Inps per una pratica che mi sta uccidendo l'anima, non posso fare a meno di lasciarmi andare ad amare riflessioni sulla gente e sul mio paese in generale.
Sarà che è un posto maledetto, pieno di gente incazzata, di bambini che piangono, di odori sgradevoli e di burocrazia, sarà che fare la fila non piace mai, ma come potrete immaginare non si tratta di riflessioni allegre.
Ho dovuto pure pagare il parcheggio all'esterno, perché per venire a sbrigar rogne che sono generate dalla burocrazia devi pure prendere le ferie e pagarti il parcheggio.
Mica vorrai credere che per far valere un sacrosanto diritto ti srotolino il tappeto rosso sotto i piedi?

Il futuro è l'anziano.
La gente in fila da sempre il peggio di sè, ma tu anziano pensionato perché mi vuoi per forza passare avanti a prendere il numero,? Sì, è illogico che diano i biglietti a mano e non ci sia un totem , ma è così per tutti e noi qui in fila non è che stiamo facendo un rave party. E se continui ad insistere, caro anziano col capello, sappi mi troverò costretta ad informarti che mia nonna mi ha insegnato sì il rispetto per la vecchiaia, ma anche a sputare in un occhio a chi cerca di fregarmi.

Burocratese mon amour.
Siamo un paese fatto al 99% di burocrazia, arma numero uno per non farti capire una mazza di quello che fai, e all'1% di stronzaggine travestita da piaggeria. 
Ho visto gente compilare moduli, fare la fila, parlare con l'operatore, tornare in fila a riempire moduli e ricominciare da capo all'infinito. 
Per me sono ancora lì e ci resteranno fino alla pensione (se gliela danno)

Immigrati. Ma perchè?
Tanti bambini piccoli, stamattina. Di tutte le nazionalità. E sì, anche stranieri. E mi son messa a guardare queste mamme che vengono da lontano, ma sono uguali a me. Ragazze giovani, mamme che guardano i propri figli come io guardo Emma ed hanno per loro gli stessi sogni che ho io: la felicità, un futuro tranquillo, tutto il bene del mondo. Da lontano, vengono. Sono arrivate in Italia magari da poco, oppure ci sono nate non lo so. Ad ogni modo son arrivate qui e sono in fila pronte a litigare con l'uomo allo sportello proprio come me. 
Mi sono scoperta a pensare che queste mamme sono davvero disgraziate, cercavano il meglio per i propri figli e sono arrivate in Italia, magari da molto lontano. In Italia. No, dico, io manderei mia figlia a scuola d'inglese a tredici mesi pur di assicurarle una fuga da questo cazzo di paese, e tu sei arrivata qui. Ma chi te lo ha fatto fare? Ma perché proprio qui? hai battuto forte la testa? Ma ti rendi conto, sì?Mah.

 

E poi?
Poi è arrivato il mio turno, ho trovato una persona gentile e forse (ma dico forse) ho pure risolto.

Ma mica finisce qui secondo me...

 

 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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